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A quanto pare molti sanno che per proteggere il legno del tronco o dei rami dalla eventualità di restare segnati a causa delle forti torzioni che spesso dobbiamo fare o dalla forte resistenza dei loro grossi spessori si usano materiali come la raffia e gomme particolari ma evidentemente molti non ne conoscono la tecnica. Partiamo dalla raffia: elemento principe di questa tecnica deve dare umidità e fasciare decisamente la parte interessata. Deve essere assolutamente naturale, prediligete quella larga da quella stretta. Per raffiare un ramo dobbiamo preparare il materiale almeno qualche ora prima affinchè possa ammorbidirsi bene nell'acqua.. Prendiamo la raffia e assembliamo assieme 3–4 fili e anche più se la parte da piegare è grossa, da un lato ne pareggiamo i capi e con un solo filo facciamo un nodo che chiuda assieme tutti i fili. Si usa un solo filo per non avere nodi enormi.

Legato il fascio di raffia la si avvolge intorno alla mano creando così una matassa che andremo a chiudere avvolgendola con la parte annodata della raffia. Facendo così possiamo metterla in ammollo anche con altre matassine senza rischiare che si intreccino tra di loro. La foto forse spiega meglio

Quando la raffia sarà ben bagnata (zuppa) andremo a liberare una matassina stendendola e applicandola nello stesso senso di rotazione che verrà dato al ramo in modo che più si andrà a piegare più la raffia strigerà e terrà quindi ben salde le fibre. Stendete la raffia come se fosse una fettuccia e non uno spago, tenetela larga e fortemente tirata. Deve essere sempre aderente al massimo e percorrendo il tratto dovrà sempre sormontarsi lievemente in modo da fare corpo unico.

Una difficoltà la si ha nell´evitare i nodi grossi che diventano ingombranti e brutti da vedere quindi in partenza meglio bloccare la parte con il nodino fatto inizialmente passandoci sopra con un paio di spirali e poi percorrere il tratto che ci interessa badando di arrivare alla fine utilizzando solo un paio di capi di filio che avremmo fatto girare diversamente dal resto della matassina al solo scopo di poterli annodare per bloccare il tutto. Sinceramente è più facile a farsi che a dirsi.
Nella foto sopra potete notare come non siano evidenti i capi della raffia ma si intravedano solo i nodini della nuova e della vecchia.

Qui sotto vediamo la capacità di torsione sul ramo fotografato fino ad ora che pur essendo morto e molto più rigido di un ramo vivo ha preso la piega voluta senza rompersi:

Come si è detto spesso si aggiunge gomma come nastro agglomerante o camera d´aria per mantenere umidità e per offrire maggiore resistenza alla pressione del filo. Consiglio la camera d´aria sia per il costo che per la larghezza della fettuccia che si può avere a nostro piacimento.

Tenete presente che queste protezioni si usano solo quando vengono usati fili di grosso spessore e magari più di uno per torzioni importanti. Avendo ben protetto la pianta potrete in seguito aiutarvi anche con leve per piegare quelle parti che risultano dure ed eventualmente allargando una spira di filo fare passare un tirante per ancoraraci dove ci serve ( vedi foto)
Come già detto questa tecnica vi aiuterà moltissimo nel direzionare le vostre piante e nel caso la vogliate usare non lesinate sui materiali, abbondate di raffia che male non fa di certo. Nelle pieghe di grossi spessori si dovrà lasciare intatta la filatura per almeno un paio di anni mentre potremo eliminare la raffia sfilandola da sotto il filo dopo 6 mesi in modo che il ramo possa respirare e vegetare liberamente e così averne il pieno controllo. Nella foto che segue potete vedere come sulla stessa pianta si sia potuto agire diversamente su 2 rami quello con la camera d´aria e quello a cui è stata eliminata la raffia lasciando il solo filo di rame per facilitare la germogliazione.

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