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abetegiufoto5bQuesto abete rosso, raccolto pochi anni fa a circa 1400 m. di quota, presenta una corteccia abbastanza vetusta ed un movimento laterale molto interessante.
La vegetazione ha aghi molto piccoli, caratteristica delle piante di alta quota cresciute su terreni poveri. A suo tempo fu posta in ciotola di coltivazione con pomice e lapillo vulcanico di medio e grosso calibro per garantire drenaggio e ossigenazione all’apparto radicale.

Nel periodo di coltivazione abbiamo somministrato nel terreno aminoacidi e inoculato micorrize per facilitarne l’attecchimento e favorire la flora batterica al fine di migliorarne l’equilibrio microbiologico.
Nella parte aerea siamo intervenuti con fungicidi a base di rame e insetticidi sistemici a scopo preventivo, ad oggi la pianta non ha mai subito attacchi da insetti o funghi.
Il primo anno abbiamo concimato solo per via fogliare per non appesantire il lavoro di attecchimento delle radici. In seguito siamo passati ai concimi organici solidi a lenta cessione, differenziandoli secondo la stagione, più azoto a primavera e più potassio in autunno.
Questo per dare nutrimento in maniera omogenea alla pianta nel suo insieme.
I concimi fogliari rimangono validi in seguito per sviluppare maggiormente le zone con scarso vigore o che vogliamo spingere di più.
Foto 1
abete rosso

Foto 2
abete rosso
Nelle due foto,1 e 2, la pianta vista da opposti lati.

Il suo nebari presenta delle radici molto allargati alle estremità laterali ma poco presenti centralmente a causa di un masso che ne impediva lo sviluppo.
La leggera strozzatura appena sopra sarà alleggerita, visivamente, tramite una diversa inclinazione.
L’aspetto del nebari, l’andamento del tronco, la posizione dei rami presenti e l’eccessiva lunghezza della pianta ci obbligano ad accorciare e compattare la vegetazione al fine di creare un prostrato vetusto, vissuto e compatto.

Cerchiamo ora di analizzare la pianta secondo il fronte scelto (foto2) e trovare soluzioni valide per correggere i difetti presenti.
Lungo il tronco troviamo una coppia di radici che andranno eliminate perché esteticamente non sono belle e che, non essendo molto vecchie, sicuramente non daranno problemi.
Proseguendo verso l’alto abbiamo un primo rigonfiamento da cui partono due radici. Questa zona risulta molto pesante ma possiamo snellirla eliminando le radici e creando un jin.
Il rigonfiamento verrà lavorato creando dei piccoli spazi cavi in armonia con il jin in modo da ridurne il volume e creando un punto focale importante. Questa specifica lavorazione darà alla pianta maggior carattere e pregio a ciò che, al momento, appare come un difetto.

Di seguito troviamo un tratto cilindrico ma leggermente mosso con un leggero ingrossamento nella parte alta che andremo a mascherare con la vegetazione, senza però togliere visibilità al jin già creato.
Siamo ora nella zona più ricca di rami. Il loro diradarsi in diverse direzioni e lunghezze ci faciliterà la composizione di una chioma piuttosto piena e ampia.
Il grosso ramo posteriore andrà eliminato perché ha vegetazione molto lontana ed il suo andamento porterebbe la pianta ad allontanarsi ulteriormente.
Nella zona sottostante c’è un ramo morto che scende verticalmente che lavoreremo a jin perché potrebbe dare molto carattere anche se al momento temo possa venire coperto dalla vegetazione. Se alla fine risultasse troppo nascosto potremmo eliminarlo con grande facilità.
Altro problema presenta il proseguo del tronco che percorre un lungo tratto senza rami e vegetazione lontana allontanandosi dall’osservatore, qui dovremo accorciare parecchio tagliando a filo dell’ultimo ramo disponibile, sia per mascherare il taglio che per dare un proseguo naturale al tronco.
Per realizzare quanto sopra descritto abbiamo deciso di inclinare la pianta verso sinistra.

Foto 2
abete rosso
La lavorazione non richiederà particolari pieghe se non per il primo ramo frontale che necessita di avvicinare la sua vegetazione al tronco.
Movimentare questo ramo darà maggiore enfasi al movimento verso sinistra della pianta.
Sarà di fondamentale importanza sfruttare bene la ramificazione e le zone verdi disponendole al meglio sfruttando vuoti e pieni per dare eleganza e leggerezza all’insieme.
A questo punto, sfruttando le masse vegetative, cercheremo di portare la zona apicale ad incontrare l’osservatore sviluppando, a nostro avviso, un piacevole prostrato come da progetto.
abete rosso

Questa è la pianta a lavorazione finita e con alcuni jin lavorati perchè già vecchi, altre zone destinate a seccarsi saranno lovorate in seguito specialmente nella vecchia zona apicale dove ora appare solo un jin che scedne verso il basso ma dove c'è un buon punto di forza da evidenziare al meglio.abete rosso

Questo primo step ci spingerà ad adottare almeno un anno di coltivazione mirata al bloccaggio delle pieghe effettuate mediante specifica concimazione a base di potassio, oltre ai soliti trattamenti preventivi.
Negli anni, avendo gli abeti la caratteristica di spingere notevolmente la vegetazione verso l’alto, dovremo intervenire ripetutamente con filature,pinzature e potature di contenimento per mantenere ordine e vigoria su tutte le zone verdi.
Nel 2015, se la pianta sarà in ottime condizioni, potremo rinvasare in posizione idonea e, radici permettendo, in vaso bonsai.
Certo che questa presentazione sia stata di vostro gradimento resto a disposizione di qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento.
Ciao a tutti
Roberto