Cure di mantenimento bonsai

Scelta del bonsai

Quando si ha di fronte una pianta ci sono molte caratteristiche che si possono ricercare, forse troppe, è quindi quasi impossibile trovarle tutte sulla stessa pianta quindi si cercherà di dare una priorità tenendo presenti quali sono gli eventuali difetti che si possono migliorare con la coltivazione mirata o le lavorazioni e quali sono i tratti che potrebbero dare un carattere alla pianta.

Differenziando queste due categorie di particolarità proviamo a stilare un elenco di priorità:
Una cosa molto importante in una pianta è il nebari perchè sarà questo un elemento molto influente nella scelta del fronte che avrà la pianta ma non lo metterei in cima alla lista e spiego il perchè.

Molto spesso, anzi, quasi sempre, le piante il nebari ce l’hanno nascosto specialmente se si tratta di piante da vivaio e non è possibile andare a scavare nel vaso per vedere come sono messe le radici senza il rischio di vederci addebitare la pianta dal vivaista quindi non è fattibile, inoltre il nebari, con molta pazienza, può essere ricostruito riposizionando le radici durante il rinvaso in alcuni casi ed eliminando le radici troppo sproporzionate o che ne incrociano altre, in altri casi si possono fare degli innesti di radici dove sono mancanti o, nel più drastico dei casi effettuare una margotta per ripartire da zero.

Al secondo posto a pari merito ci metterei il tronco che dovrebbe avere un certo movimento e conicità presentuandosi quindi non dritto come un fuso e monotono come un manico di scopa e la ramificazione che non sia troppo in alto dalla base perchè in molti casi la pianta verrà abbassata e che la vegetazione non sia troppo distante dal tronco altrimenti ci si impiegheranno anni solo per farla arretrare e non tutte le essenze la arretrano.
Altra cosa che riguarda i rami è che possibilmente dovrebbero essere spessi verso il basso e più sottili a mano a mano che si sale verso l’apice. Questa è una di quelle cose che in molti casi è recuperabile con delle potature mirate e/o con la ricostruzione della branca.

L’ultimo particolari da ricercare che mi viene in mente sarebbe nel limite del possibile è che non siano presenti grosse capitozzature di netto o che non si sia obblibati abbassando troppo la pianta dovendola fare noi stessi, in questo caso sarebbe opportuno farsi già un’idea mentalmente prima di acquistare la pianta sul punto in cui andrebbe capitozzata verificando così se sarà possibile farlo in modo che il segno del taglio rimanga rivolto verso il retro della pianta.
Una capitozzatura a volte è migliorabile con l’uso delle frese e facendo col tempo chiudere il taglio dal callo però è meglio se si cerca di tenere quel punto non in vista.1

Rinvaso bonsai

Il bonsai che vive in un vaso sviluppa un apparato radicale, dopo un certo periodo, è necessario eseguire il Rinvaso. Lo scopo del rinvaso nel bonsai, non è solo quello di rimettere la piantina nello stesso contenitore, ma soprattutto sviluppare un apparato radicale rigoglioso con radici corte, fitte e fibrose, ed infine non meno importante, sostituire il substrato che con il tempo modifica le sue caratteristiche.
− Il trapianto si esegue quando le gemme iniziano a gonfiarsi, in primavera, si leva la pianta dal vaso senza disfare il ceppo, se l’estremità delle radici è bianca è il momento ideale.
− La frequenza del trapianto dipende dalla specie e dall’età.

Se vogliamo fare crescere il bonsai, se desideriamo fare ingrossare il tronco in tempi brevi utilizziamo un vaso più grande, se vogliamo limitare lo sviluppo e mantenere la forma usiamo lo stesso vaso o uno leggermente più piccolo.

Il vaso scelto deve avere alcuni requisiti: 
contenere le radici ed assicurare abbastanza spazio per la nuova crescita esteticamente compatibile con l’albero, forma, colore, profondità ecc. ecc. e dare stabilità al bonsai tenere conto delle condizioni climatiche della nostra zona, se il periodo estivo è particolarmente caldo useremo un vaso abbastanza profondo per garantire abbastanza umidità in quelle giornate straordinariamente calde e secche

Prima del trapianto

Setacciare il terriccio ed eliminare i grani inferiori ad un millimetro.
Preparare il vaso, fissare le retine nei fori di drenaggio.
Posizionare fili di ancoraggio.

Con il terriccio leggermente asciutto passare un coltello lungo i bordi del vaso, rovesciatelo e battere leggermente sul fondo, in questo modo estrarre il bonsai dal vaso senza tirare la pianta dal tronco. Con un bastoncino eliminare la terra vecchia nella base del tronco e nelle zone periferiche, tagliare le radici liberate. I tagli più grossi andranno protetti con mastice cicatrizzante. Disporre l’albero nel vaso dopo aver messo uno strato di terriccio, legarlo al contenitore, aggiungere terriccio e con un bastoncino distribuirlo delicatamente fra le radici. Annaffiare fino a fare uscire acqua pulita dai fori di drenaggio, proteggere la pianta da sole, vento e pioggia per almeno quindici giorni, non fertilizzare per due mesi e non legare con il filo.

Annaffiatura

Il Bonsai ha bisogno di ricevere acqua nei momenti giusti, l’acqua assorbibile dalle radici è quella capillare, quella nei macropori legata debolmente alle particelle che si trovano intorno. Anche un accesso d’acqua può danneggiare, è importante usare un substrato con un buon drenaggio.
Bagnare solo quando la pianta ne ha bisogno ed in profondità. Prima di annaffiare si tocca la terra con le dita e solo allora si determina se è il momento giusto, si annaffia quando lo strato superficiale del terriccio è asciutto.
In estate è preferibile annaffiare al mattino presto o la sera, in inverno è meglio evitare di bagnare nelle ore più fredde, se l’acqua è troppo fredda non viene assorbita dai peli radicali, usare acqua a temperatura ambiente.
Innaffiare dall’alto con spruzzo sottile, in questo modo verranno ripulite le foglie.

Defogliazione

Per eseguire la defogliazione è importante accertarsi che la pianta sia in ottima salute e ben fertilizzata.
− Con la defogliazione si ottiene lo sviluppo della pianta di due stagioni in una sola stagione,
− La defogliazione serve per equilibrare il vigore sui rami e rimpicciolire le foglie,
− Tagliano e/o eliminando le foglie esterne (per specie a foglie grandi) si consente a luce e aria di arrivare nelle zone più interne aumentandone il vigore.
Si tagliano le foglie lasciando il peduncolo o un quarto di foglia, il periodo per defogliare è compreso tra maggio e luglio, dopo circa tre settimane si avranno le nuove crescite con foglie più piccole e nuovi rametti.
Non tutte le specie sopportano la defogliazione, es. conifere.

Concimazione

Oltre all’acqua, la pianta assorbe dal terreno ioni inorganici, i macroelementi e microelementi. Se mancano questi elementi il bonsai rallenta la crescita e lo sviluppo e spesso non completa il ciclo vitale arrivando nei casi più gravi alla morte.
La quantità di terreno a disposizione è ridotta ed il nutrimento si esaurirà velocemente, per questo è importante concimare regolarmente nel periodo di crescita del bonsai, normalmente da marzo ad ottobre, concimare un po’ di più le piante che devono essere sottoposte a sforzi particolari, per esempio defogliazione, legatura ecc.  Anche un eccesso di concime provoca danni, attenersi alle indicazioni riportate sulla confezione.

Esposizione

Al buio non c’è la fotosintesi e non vi è produzione di materia organica. Non solo luce è vitale per i bonsai ( in realtà per tutte le piante) ma influenza il loro comportamento, nella direzione in cui crescono i rami, nella sintesi della clorofilla, nei ritmo biologico della fioritura o quiescenza invernale.
La temperatura ottimale per la produzione di materia organica (varia con la specie) è fra 10°C e 30°C.
Decidere la posizione del bonsai, è una scelta che va presa con cura, si deve tener conto, in base alla specie, di sole, ombra, umidità e condizioni climatiche estreme (vento forte, grandine ecc.) I Bonsai amano vivere all’esterno, solo in qualche occasione e per poco tempo è possibile portarli all’interno. Per alcune specie e per alcune zone con condizioni climatiche estreme è richiesta protezione invernale, ricordando di non trasferire il Bonsai in ambiente riscaldato per non stimolare la ripresa vegetativa. Le radici sono la parte più delicata ( sopratutto per ginkgo, olmo cinese, acero tridente), in questo caso è sufficiente isolare il vaso ponendolo all’interno di un contenitore più grande contenente materiale isolante o aghi di pino, il contenitore avrà i fori per il drenaggio.

Tutti gli alberi vivono all’esterno, tutti hanno bisogno della luce solare, umidità notturna e differenza di temperatura tra il giorno e la notte, tutti i bonsai devono stare all’esterno.
I bonsai detti “da interno” sono piante che provengono da paesi a clima mite o tropicale, questi alberi hanno difficoltà a superare l’inverno delle nostre latitudini e si adattano, nei mesi invernali, a vivere in appartamento.

Importante aumentare l’umidità ambientale in prossimità del bonsai e aggiungere qualche ora di luce usando l’illuminazione artificiale.
Alcune specie non sopportano il caldo delle nostre case e devono essere posizionate in zone più fresche, per esempio una stanza non riscaldata, altri richiedono un ottima ventilazione.
Per fare vivere bene il nostro bonsai dobbiamo prima di tutto conoscere le caratteristiche della specie e il luogo di origine.
Quando inizia la bella stagione e la temperatura esterna sale possono, anzi… devono essere posizionati all’esterno.

I bonsai possono essere esposti al sole?

Dipende dalle essenze e dall’intensità del sole nella tua zona di residenza.
La prima cosa da fare quado si prende un nuovo soggetto è informarsi sulle caratteristiche della pianta e zona originaria di provenienza, capire quali sono le differenze climatiche tra queste e quelle di dove abitiamo e cercare di compensare in qualche modo cercando di ricreare il suo ambiente ideale

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