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Tratto da: "I Giardini Zen e l'architettura dello spirito"
di Lorella Montanelli

suisekiOriginariamente legata al bonsai, l‘arte del Suiseki consiste primariamente nella ricerca in natura di pietre lavorate dal tempo.

    L‘influenza  d‘acqua,  vento,  sabbia,  temporali,  terremoti  ed  altri eventi naturali hanno modellato alcune pietre in modo così particolare da  renderle  significative,  quali  indicazioni  di  percorso:  pietre  segna-passo della storia del mondo.

 

 


Suiseki  Dave Sampson Collection. Nome: Shirahama Kaseki

 

Figura 222. Suiseki: Dave Sampson Collection.
Nome: Shirahama Kaseki
Dimensione: 25x9x12 cm     
Provenienza: Furuyashi.

    Le forme innumerevoli e straordinarie delle pietre hanno incantato da millenni l‘uomo quale potere suggestivo e d‘evocazione di paesaggi e figure naturali: come un bambino su una spiaggia o sul greto di un fiume può vedere in un singolo sassolino un mondo fantastico, un intero pianeta o leggervi la storia di trascorsi inimmaginabili, così la cultura cinese prima e quella giapponese poi, hanno dato voce a questo infantile sentimento rendendo ad esso la sua più propria dignità; dando all‘ordinario l‘aura dello straordinario, in quanto monito per una comprensione più universale.
Tutto, l‘intero cosmo, può essere racchiuso in una singola pietra, nel piccolo può essere contenuto il grande e il grande non è più grande del piccolo.

     Un Suiseki terminato è' un tesoro. Ha il potere di farci ricordare avvenimenti del passato, montagne, foreste, fiumi, cascate, ghiacciai e crepacci. Per qualcuno, come dice anche l‘antica religione Shinto, il Suiseki è imbevuto di spirito e divinità. - è go-shintai, l‘abitazione dei Kami.

     Parte della mistica e dello spirito del Suiseki sta nelle sue qualità permanenti e peraltro effimere. Quello che fa di un Suiseki una sublime forma d‘arte è la consapevolezza che lo sviluppo dell‘aspetto ha richiesto centinaia di milioni di anni e che ancora la pietra cambia la sua personalità a seconda di come la si osserva in diverse circostanze.“49.

     Suiseki letteralmente significa: Sui, Acqua e Seki, Pietra.
Suiseki, Gong-shi, in cinese, identifica una varietà di pietre rare, diverse dalle pietre da giardino, che vengono mostrate all‘interno della propria casa per un‘intima e apprezzata contemplazione.

Formazione  ideale,	relazione 	tra	la  dimensione  dei  picchi, che  riprende  i  rapporti:  3,  5 e  7,

 

 

 

Figura 223. Formazione ideale, relazione tra la dimensione dei picchi, che riprende i rapporti: 3, 5 e 7, presenti nei kare san sui, e il triangolo, figura base anche nell‘Arte del Suiseki. Immagini della California Aiseki Kai.

 

 

 

    Storicamente le Gong-shi, intimamente unite al bonsai, sono state ammirate dai collezionisti cinesi nel corso di più di mille anni. Gli eruditi, al tempo della dinastia Tang (618-907 d.C.), nei loro studi privati ne mostravano di simili a quelle, più grandi, collocate nei giardini; si diceva che un giardino non potesse fare a meno di queste pietre e una persona non fosse elegante ed ammirata se non ne possedesse almeno una nell‘intimità della propria casa.

     In Giappone si è sviluppata nel periodo Kamakura (1183-1333), dapprima erano pietre posizionate su vasi bassi contenenti acqua, mantenedo l‘idea di San-sui, montagne ed acqua, nel tempo, come nei giardini, l‘acqua fu sostituita da una distesa di sassolini finissimi.

    L‘arte del Suiseki, vale a dire della ricerca in natura di pietre già di per sé significative, capaci di comunicare, una volta ripulite e poste in evidenza, il senso del paesaggio; si è sviluppata parallelamente all‘arte bonsai: entrambe si possono considerare come ”natura in palmo di mano" e nella forma bonkei, suiseki e bonsai si trovano fattivamente insieme e si possono ammirare paesaggi di pietra alberi ed acqua, come isole lungo una costa. Nel tempo, sia rocce che alberi hanno acquisito singolare dignità, tanto da venir messe in risalto singolarmente.

Disegno di  una pietra  ideale, con  cinque  picchi  e  due  vallate  in  armoniosa relazione tra loro

Figura 224. Disegno di una pietra ideale, con cinque picchi e due vallate in armoniosa relazione tra loro. La parte superiore indica Ten, il cielo; la parte mediana indica So, la faccia, il fronte; la parte inferiore indica Kon, le radici, la base. Immagini della California Aiseki Kai.

    I suiseki non sono copie esatte d‘oggetti naturali: le pietre migliori catturano l‘essenza in pochi, semplici tratti; presentando solo un‘idea, esprimendo il molto per mezzo del poco, esse stimolano e sfidano la fantasia convincendo chi le guarda a completare l‘immagine.
Questo potere evocativo, essendo tanto ambiguo quanto soggettivo, dipende in gran parte dalla volontà e disponibilità dell‘osservatore d‘ammettere l‘esistenza di una profonda bellezza nella pietra che ha davanti, accettando l‘unicità d‘ogni individuo e la sua capacità di andare al di là dei fatti veri e propri.
I suiseki hanno colori foschi e smorzati: specialmente nero, grigio o le tonalità più smorzate del marrone, verde, blu, giallo, rosso e porpora: i colori emergono dalle profondità della pietra, come illuminati da una sorgente di luce nascosta. Ogni colore vela quello sottostante, creando un effetto d‘antichità e mistero.

     Attraverso l‘attenzione alla diversità di forme, colori e tessitura, attraverso la ricerca in natura, si sviluppa un esercizio intenzionale alla bellezza e all‘armonia che richiede un processo formativo e creativo. Il concetto Giapponese di Furyu, a volte tradotto con ”Elegante divertimento‘, ma che proviene dal cinese Feng-Liu, ”seguendo il vento‘, o ”lo scorrere del vento‘, definisce la via del Suiseki: significa adattare se stessi al torrente della vita sotto l‘effetto di una raffica di vento. Addentrarsi in colline e montagne alla ricerca di pietre significa cercare, fino a quando è possibile dimenticare perfino la ricerca, significa ascoltare il richiamo dei luoghi, divenire, ancora una volta ”presenza in ascolto‘: —(…) il nostro spirito deve fluire attraverso la vita, come il vento attraverso la natura. Identificarsi in questo modo con la natura crea necessariamente una condizione di spirito distaccato ed oggettivo. Le meraviglie della natura non ci turbano. Le apprezziamo nel corso naturale della nostra esistenza. (…) Possiamo sentirci stabiliti fra gli elementi, pur sapendo che il ciclo delle stagioni impone un eterno cambiamento“50.

Ciò porta ad abbandonare le contraddizioni che ci assillano e facilita l‘identificazione diretta con la natura.

Un Monaco disse:
Che possiamo fare per sfuggire il caldo d‘estate e il freddo d‘inverno?
Chao Chou rispose:
Va in un luogo dove non c‘è né caldo né freddo.
Dov‘è questo luogo?
Attraverso caldo e freddo.

    E‘ difficile comprendere affermazioni del genere, in una situazione in cui si sfugge al caldo con l‘aria condizionata e al freddo con il riscaldamento. Ma aria condizionata e riscaldamento non sono una soluzione - questo, nonostante le illusioni del passato, sta diventando evidente.

Ma il luogo di cui parla Chao Chou, è nel carattere dell‘uomo, non si trova esternamente, dovremmo imparare a cambiare la coscienza ed "essere completamente caldi, nel caldo e completamente freddi, nel freddo" 51, bisogna adattarsi qualitativamente, significa studiare case per ottimizzare le risorse naturali da un lato e dall‘altro apprendere ad accettare: significa comprendere esattamente caldo e freddo, non negarli, e non sfuggirli. Superare le idee di piacere e dispiacere che non entrano in considerazione.
Questo è seguire lo scorre del vento; mai si può dire di averlo raggiunto.

"Come il genere umano è nato nella debolezza, così è per la pietra.
Adattamenti e lotte con l‘ambiente circostante l‘hanno formata.
Coloro che possono comunicare con una pietra, sviluppano l‘amore per la natura e l‘abilità ad accettare e di sopravvivere alle pressioni della vita che ci modellano.
Gli Appassionati di Suiseki tendono ad essere modesti, amano la pace e la natura e sono consapevoli che nulla si può ottenere senza sacrificio.
Uno non può imbrogliare, non può mentire a sé stesso e deve essere in grado di accettare l‘imprevedibilità del fato."52.

Suiseki;  Dave  Sampson  Collection. Dimensioni:  18x4x6 cm.  Provenienza: Kamogawaishi.

Figura 225. Suiseki; Dave Sampson Collection. Dimensioni: 18x4x6 cm. Provenienza: Kamogawaishi.

    I concetti di Hitaisho, Wabi, Sabi, Shibui e Yugen in quanto: asimmetria, solitudine, sobrietà, solidità e profondo distacco sono le fondamenta di quest‘arte che suggerisce a colui che l‘apprezza il senso vero, caro al Buddhismo Zen del ”farsi montagna‘ e allo stesso tempo il considerare la montagna in quanto forma d‘ascesi, esercizio spirituale, via verso una maggiore comprensione della natura e della realtà.

Hitaisho, è l‘asimmetria in quanto movimento che suggerisconle pareti scoscese della montagna, le sue forme irregolari "tali da indurre lo sguardo alla mobilità, sia che esso osservi il profilo delle loro vette, sia che si scorra sull‘andamento delle loro pareti, sia che si guardi la linea delle loro basi.53.
Wabi-sabi, che suggeriscono la calma e la stabilità, la quieta solitudine della montagna che ha attraversato infinite epoche e da questa vetustà ha guadagnato serenità e appartata bellezza.
Shibui, rustica ed elegante, modesta e non appariscente, semplice tranquillità è la forma propria della montagna.
Yugen, che indica il senso d‘infinita profondità, immagine delle gole montane, e anche del modo con cui la luce s‘infrange sui fianchi scoscesi e modellati, quasi fosse attraversata da nebbie o dal sole allo spuntare dell‘alba.

Suiseki.  Dave  Sampson  Collection. Dimensioni:  17x7.5x9 cm. Provenienza: Ponpiraishi. Pietra-isola, Shimagata-ishi.

Figura 226. Suiseki. Dave Sampson Collection. Dimensioni: 17x7.5x9 cm. Provenienza: Ponpiraishi. Pietra-isola, Shimagata-ishi.

    Arishige Matsuura, presidente della Nippon Suiseki Association dice: "Andare alla ricerca delle pietre, si dice: fare Tanseki Koo; lo scopo principale dovrebbe essere quello di stare nella natura per imparare ad amarla.
La Pietra Suiseki si perfeziona col passare del tempo, sia nella forma, sia nella sostanza, sia nella superficie.(…)“

    Essa dovrebbe essere lasciata così come la natura l‘ha creata, tutt‘al più con l‘eccezione di una leggera spazzolatura o molatura della base se questa non è piana. Inserita in un contenitore di legno, chiamato daiza appositamente costruito, che ne segue i confini con particolare raffinatezza, o che crea la piccola isola su cui mostrarla, oppure esposta in vasi piatti in bronzo, doban, o in ceramica, suiban; poi la pietra assume un nome come ”veduta di montagne‘, ”isola solitaria‘, ”cascata sul lago‘, ”colline e pendii‘ o ”crisantemo‘; e viene accompagnata da uno scritto che ne certifica il tipo, la provenienza e il tempo in cui è stata raccolta.

Suiseki

Figura 227. Suiseki.

    "Milioni d‘anni sfilano via che pare esserci su questa crosta terrestre, sempre in eterno movimento, sottile buccia di rottura, accavallamento, sprofondamento, innalzamento. I nostri Palombini si fratturano, si rinsaldano, cicatrizzano con incisioni di calcite, con cristallizzate vene di quarzo ed ancora sprofondano, ancora risalgono, emergono qua e là, finalmente! E‘ una lunga storia come solo la storia del mondo sa essere (…)."54.

Così, la pietra, viva quanto una pianta, espressione del ki della natura, del suo valore, porta all‘interno dell‘abitazione un‘istante di natura, un frammento che, in virtù della scelta e del lavoro, rappresenta il tutto, si identifica con il tutto, e per chi sa guardare con gli occhi di un bambino narra di infiniti mondi spesso dimenticati.

    Agli elementi fino a qui descritti che possono prendere posto nel tokonoma alternativamente: poesie, calligrafie, pitture, da un lato; fiori in vaso, alberi e pietre dall‘altro; si aggiunge ancora Kodo, la Via dei profumi, dell‘Incenso, e lo studio della luce che ancora una volta esprimono l‘attenzione al luogo, al momento e al tempo che caratterizza il valore più vero della casa tradizionale giapponese profondamente ancorato allo Zen.

Tokonoma

Figure: 228, 229, 230 e 231. Tokonoma.

La classificazione che segue, è semplicemente la base razionale che funge da sfondo alla ricerca e che ci dice dell‘attenzione alla qualità e al tipo di cui sono oggetto le pietre.

 

Classificazione in base alla forma.

    Il sistema di classificazione più frequentemente usato divide i suiseki in due principali sotto categorie, pietre "Paesaggio pittoresco“ e pietre "Oggetto“. Ciascuna sotto-categoria è poi ulteriormente suddivisa. In certi casi, un suiseki può soddisfare i requisiti di più categorie.

a) Pietre “Paesaggio pittoresco “(Sansui kei-seki / Sansui keijo-seki):
Molti collezionisti considerano le pietre che richiamano paesaggi come la forma più importante di suiseki; alcuni di essi ritengono che il termine suiseki sia una contrazione di sansui kei-seki (letteralmente: san, montagna; sui, acqua, kei, paesaggio, veduta, seki, pietra).

1.PIETRE MONTAGNA (Yamagata-ishi): si tratta di pietre che assomigliano ad una montagna o ad una serie di monti. Quelle con chiazze o striature bianche sono specialmente ricercate, perché questi segni possono suggerire nevai, ruscelli che si precipitano giù dalle cime, o nubi. Tradizionalmente le pietre montagna devono avere un numero dispari di cime asimmetriche triangolari, diverse fra loro per altezza e forma. Vi sono pietre a cima singola (Koho-seki), doppia (Soho-seki), tripla (Sampo-seki), una combinazione di connotazioni religiose e filosofiche, la cui origine deve essere cercata nell'antico pittogramma cinese che rappresentava la montagna; infine pietre — catena montuosa“(Rempo-seki).
a) Pietre “montagna lontana“ (Toyama-ishi / Enzan-seki). Secondo la maggior parte dei collezionisti, le pietre “Montagna lontana“ sono il tipo classico di suiseki. Il loro profilo sfumato suggerisce appunto una montagna, o una catena montuosa, vista da lontano. La cima, o le cime, dovrebbero essere preferibilmente fuori centro e di forma triangolare (asimmetrica). Tutte le vette dovrebbero essere diverse per altezza e forma. Se la pietra ha più di una vetta, quelle minori dovrebbero essere visibilmente più basse di quella principale e dovrebbero trovarsi spostate verso il retro e i lati della pietra. Le valli tra le varie cime devono essere relativamente poco profonde, consentendo all'occhio di passare senza sforzo da una vetta all'altra
b) Pietre "Montagna Vicina“ (Kinzan-seki): queste pietre presentano una vista ravvicinata di una montagna o catena montuosa frastagliata, dai contorni aspri e accidentati, pareti a strapiombo e guglie torreggianti.

2.PIETRE CASCATA (Taki-ishi): queste pietre assomigliano ad una montagna caratterizzata da una o più cascate. Una cascata può essere suggerita da una venatura verticale di quarzo, calcite, calcare, o altro minerale bianco o traslucido.
a) Pietre “cascata filiforme“ (Itodaki-ishi): qui la cascata è suggerita da una o più cascatelle filiformi che corrono lungo la faccia anteriore della pietra.
b) Pietre “cascata a fronte ampio“ (Nunodaki-ishi): qui la cascata è suggerita da una o più ampie cascate che corrono lungo la faccia anteriore della pietra.
c) Pietre “cascata in secca“ (Karedaki-ishi): queste pietre suggeriscono una cascata che si è prosciugata. L'acqua non è più visibile; la cascata è suggerita dalla forma e dalle pieghe della pietra.

3.PIETRE RUSCELLO DI MONTAGNA (Keyru-seki): queste pietre suggeriscono un ruscello, un torrente o un fiume di montagna che si precipita attraverso una gola, un precipizio, una vallata o un canalone. Il ruscello è spesso rappresentato da una venatura di minerale bianco o traslucido. A volte il ruscello è nascosto, e la sua presenza è suggerita da pieghe, fenditure e altre caratteristiche della pietra La distinzione tra una pietra “ruscello di montagna“ e una pietra “cascata“ non è sempre chiara poiché la sorgente del ruscello potrebbe essere appunto una cascata.

4. PIETRE PLATEAU (Dan-seki / Dan-ishi): queste pietre suggeriscono un paesaggio collinare a terrazze, o una serie d‘altopiani o gradoni che s‘innalzano verso un immaginario dirupo. I gradoni possano essere di lunghezza variabile, e il salto tra ciascun gradone ed il successivo dovrebbe essere brusco e ben definito o quasi verticale.

5. PIETRE-ISOLA (Shimagata-ishi): pietre di questo tipo assomigliano ad un'isola solitaria che emerge dal mare o che galleggia in un placido lago. Le pietre-isola sono tradizionalmente di scarsa altezza e idealmente dovrebbero presentare caratteristiche che suggeriscano piccole baie o insenature. Per suggerire l'immagine di un'isola, le pietre sono quasi sempre esposte in un contenitore pieno di sabbia o d‘acqua.

6. PIETRE-PENDIO (Doha-seki / Doha-ishi): le forme arrotondate di queste pietre suggeriscono ondulate colline, l'argine di un fiume, o un pendio che s‘innalza delicatamente verso una collina o una montagna dal profilo non spigoloso.

7. PIETRE-COSTA (Isogata-ishi): queste pietre sono generalmente di scarso spessore e possono suggerire una costa rocciosa o battuta dalle onde.
a) Pietre “scogliera“ (Araiso / Araiso -ishi): pietre che suggeriscono un banco di scogli frastagliato, affiorante dalle acque o un basso fondale (secca).
b) Pietre “Lingua di sabbia“ (Hirasu / Hirasu-ishi): le morbide linee di queste pietre suggeriscono una sabbia o le. increspature di tenui onde che si frangono su una spiaggia tranquilla.

8.PIETRE-BACINO (Mizutamari-ishi): le naturali cavità poco profonde di queste pietre suggeriscono uno o più tranquilli bacini montani, laghi, paludi o stagni. Quando sono esposte, le depressioni vengono, riempite d'acqua.

9.PIETRE ROCCE COSTIERE (Iwagata-ishi): suggeriscono un profilo costiero alto, roccioso e spazzato dalle onde; uno scoglio a qualche distanza dalla costa, alto e dalle forme spigolose; o una ripida falesia all'estremità di una penisola.

10.PIETRE-CAVERNA (Dokutsu-ishi): le conche e la cavità in queste pietre assomigliano a caverne, a grotte. La caverna è suggerita da una cavità oscura e profonda, di cui non si riesce a vedere la fine.

11. PIETRE - RIFUGIO (Yadori / Amayadori): la forma concava suggerisce un basso riparo o un rifugio temporaneo, costituito da una roccia sporgente.

12. PIETRE-TUNNEL (Domon-ishi): il foro, o i fori, che attraversano queste pietre suggeriscono un tunnel passante o un arco naturale.

b) Pietre - Oggetto (Keisho-seki): Le pietre di questo gruppo assomigliano tipicamente ad un oggetto o soggetto strettamente associato alla natura. Le pietre migliori non sono quelle che imitano alla perfezione l‘oggetto, bensì quelle che lo evocano tramite pochi tratti e forme semplici o allusive.

1. PIETRE A FORMA DI CASA (Yagata-ishi): pietre di questo genere suggeriscono vari tipi di abitazioni rurali. Le pietre — capanna dal tetto di paglia“ (Kuzuyania-ishi) che assomigliano ad una casa colonica dal tetto di paglia, un cottage di campagna, o un eremo di montagna, costituiscono un'importante categoria all'interno di questo gruppo.

2. PIETRE A FORMA DI IMBARCAZIONE (Funagata-ishi): assomigliano a diversi tipi di imbarcazione, come velieri in legno, barche a remi e case-barca.

3. PIETRE A FORMA DI PONTE (Hashi-ishi): suggeriscono un ponte in pietra o legno.

4. PIETRE ZOOMORFE (Dobutsu-seki): sono rappresentati innumerevoli animali, realmente esistenti o leggendari, tra cui tartarughe (simbolo di lunga vita), serpenti, buoi, mucche, cani, cavalli, elefanti, giraffe, topi, gatti, tigri, leoni, pecore, scimmie e draghi.

5. PIETRE UCCELLO (Torigata-ishi): sono gru (simbolo di lunga vita), aironi, falchi, aquile, pavoni, anatre, passeri, rondini, galline, galli, quaglie, e la leggendaria fenice (simbolo d‘immortalità).

6. PIETRE-INSETTO (Mushigata-ishi): sono farfalle, libellule, grilli e cavallette.

7. PIETRE-PESCE (Uogata-ishi): sono carpe, pesci-gatto, pesci rossi e trote.

8. PIETRE-ANTROPOMORFE (Sugata-ishi / Jimbutsu-seki): sono pescatori, agricoltori, fanciulle, il Buddha Kannon (della Misericordia) e Monaci Buddhisti.

Classificazione in base al colore.

     I suiseki sono classificati in base al loro colore. Le pietre-colore (Shikisai- seki) si distinguono colori cupi e smorzati. La pietra è apprezzata sia per il colore in sé, sia per quello che esso può evocare, come ad esempio un‘alba, il tramonto, la notte, la primavera, l‘estate, l‘autunno o l‘inverno.

1. PIETRE NERE (Kuro-ishi)
2. PIETRE NERO-EBANO (Maguro-ishi)
3. PIETRE ROSSE (Aka-ishi)
4. PIETRE AZZURRE (Ao-ishi)
5. PIETRE COLOR PORPORA (Murasaki-ishi)
6. PIETRE DORATE (Ogon-seki)
7. PIETRE GIALLO-ROSSE (Kinko-seki)
8. PIETRE A CINQUE COLORI (Goshiki-ishi/Goshiki-seki): tradizionalmente una mescolanza di rosso, giallo e verde, con grigio, o azzurro, o porpora, o bianco o nero.

Classificazione in base alle caratteristiche della superficie

    I suiseki sono classificati in base all‘aspetto della loro superficie. Le pietre- modello (Mon-seki), si distinguono per gli stupendi schemi superficiali formati dalla struttura mineralogica della pietra, dai suoi colori, dalle sue linee, dai minerali incastonati in essa, e cosi via.

a) Pietre con piante stilizzate (Kigata-ishi): I disegni sulla superficie di queste pietre assomigliano ad una pianta o parti di una pianta.

1. PIANTE CON DISEGNO FLOREALE (Hanagata-ishi): il disegno della superficie di queste pietre suggerisce diversi tipi di fiori.
a. Pietre con disegno a crisantemo (Kikumon-seki/Kikkaseki/Kiku-ishi). A parte la bellezza intrinseca del fiore, in Oriente il crisantemo è un simbolo d‘immortalità. Il fiore di crisantemo a sedici petali è l'emblema della Casata imperiale nipponica.
b. Pietre con disegno a fiori di susino (Baika-seki). Il disegno che si trova su queste pietre richiama i fiori di susino giapponese (Prunus mume).

2. PIETRE CON DISEGNO A FRUTTO (Migata-ishi): i segni sulla superficie di queste pietre suggeriscono diversi tipi di frutti, tra cui pesche, kaki, melograni, castagne e agrumi.

3. PIETRE CON DISEGNO A FOGLIA (Hagata-ishi): I disegni richiamano diversi tipi di foglie o fogliame d‘alberi, tra cui foglie di acero e aghi di pino.

4. PIETRE CON DISEGNO - ERBA (Kusagata-ishi): portano dei segni che somigliano a vari tipi d‘erbe, bambù ed erbe delle pampas.

b) Pietre con figurazioni astronomiche (Gensho-seki):
I disegni sulla superficie di queste pietre suggeriscono diversi tipi di corpi celesti o la via lattea.

1. PIETRE CON IMMAGINE STILIZZATA DELLA LUNA (Tsukigata-ishi)
2. PIETRE CON IMMAGINE STILIZZATA DEL SOLE (Higata-ishi)
3. PIETRE CON IMMAGINE STILIZZATA DI STELLE (Hoshigata-ishi)

c) Pietre il cui disegno suggerisce perturbazioni atmosferiche (Tenko-seki): I disegni superficiali di queste pietre suggeriscono vari tipi di condizioni atmosferiche.

1. PIETRE-PIOGGIA (Amagata-seki)
2. PIETRE-NEVE (Yukigata-seki)
3. PIETRE-FULMINE (Raiko-seki)

d) Pietre astratte (Chusho-seki):
I disegni su queste pietre sono di tipo astratto, a volte richiamano un soggetto associato alla natura, assomigliano a sculture d‘arte moderna.

1.PIETRE CON DISEGNO "TIGRATO" (Tora-ishi): le strisce su queste pietre - spesso formate da bande di colori che si alternano (specialmente giallo, grigio, marrone o nero) suggeriscono le striature del manto di una tigre.

2.PIETRE "A RETE AGGROVIGLIATA" (Itomaki-ishi/Itogake-ishi): le linee rette che s‘intersecano reciprocamente sono formate da vene di minerali, sottili crepe, o altre caratteristiche della pietra - spesso suggeriscono una rete da pescatore aggrovigliata.

3.PIETRE A FOSSETTE (Sudachi): la superficie è butterata da un gran numero di minute fossette o depressioni, che sembrano essere state create dall'azione di piccoli aghi o di particelle di sabbia che, nel tempo, abbiano scavato la pietra.

4.PIETRE CON IMMAGINE STILIZZATA DI SERPENTI (Jagure): I disegni curvilinei o a spirale che si trovano sulla superficie di queste pietre - formati da pieghe, solchi, venature di minerali e crepe - suggeriscono le contorsioni di un serpente.

Classificazione in base al luogo d'origine

Diverse sono le località del Giappone famose come luogo di raccolta dei suiseki, e le pietre trovate in queste zone tendono ad essere molto apprezzate. Non sempre è possibile determinare con assoluta certezza il luogo d‘origine di un suiseki. A volte capita che alcune caratteristiche particolari forniscano un'indicazione del sito d‘origine In altri casi solo la persona che ha trovato il suiseki può identificarne il luogo d'origine.

a) Pietre di fiume Kamogawa (Kamogawa-ishi):
Rinvenute nel fiume Kamogawa o presso le sue sponde (prefettura di Kyoto). Sono pietre "montagna lontana“ o "pietre-pendio“, nero-ebano, caratterizzate da una superficie ondulata che varia tra il liscio-ceroso e il granulare.

1. PIETRE KURAMA (Kurama-ishi): di duro granito, marrone, dei tipi "Isola“, "Montagna lontana“ o "Oggetto“. La sua superficie è spesso grossolana, con chiazze di ruggine. Un altro tipo di pietra Kurama è quella a rete aggrovigliata, in pietra calcarea marrone o grigia, con la superficie della pietra attraversata in tutti i sensi da vene di quarzo in altorilievo.

2. PIETRE KIBUNE (Kibune-ishi): di colore grigio scuro o rosso-porpora, e si tratta di una pietra-montagna, di una pietra-cascata o di una pietra "ruscello di montagna". Generalmente, la pietra dovrebbe avere profonde intaccature e una superficie ruvida, non uniforme.

b) Pietre di fiume Setagawa (Setagawa-ishi):
Rinvenute nel fiume Setagawa o in prossimità di esso. Si tratta tipicamente di "pietre-montagna“ o "pietre-pendio“, dure e di colore nero. La superficie della pietra è alternativamente liscia e granulosa. Un altro tipo di pietra del fiume Setagawa è quella con disegno a pelle di tigre, costituita da ardesia argillosa dura e quarzite.

c) Pietre Nachiguro (Nachiguro-ishi):
Rinvenute tra le montagne della prefettura di Mie, sono "pietre-montagna“ o "pietre-plateau“ color nero ebano, dure, costituite da ardesia argillosa, caratterizzate da pareti a perpendicolo e superfici lucenti.

d) Pietre Kamuikotan (Kamuikotan-seki / Kamuikotan-ishi):
Provenienti dai fiumi e dai ruscelli di Hokkaido, sono "pietre-montagna“, "pietre- pendio“ o "pietre-plateau“ lucente, nera o di colore verde-blu scuro, anch‘essa costituita da ardesia argillosa. La superficie della pietra è ondulata, e alterna aree lisce e aree granulose.

e) Pietre "sado“ rosse (Sado akadama-ishi):
Provenienti dalle montagne della prefettura di Nugata, la tipica pietra Sado rossa è una "pietra-isola“ o una "pietra-montagna“, dura, altamente apprezzata per il suo ricco colore rosso, cremisi o scarlatto. Spesso costituita da diaspro, la pietra può contenere tocchi di grigio, verde o giallo) ed è spesso intagliata o lucidata per evidenziarne il colore.

f) Pietre di fiume Ibigawa (Ibigawa-ishi):
Rinvenute nei fiumi e nei ruscelli della prefettura di Gifu, sono dure, nere o nero- bluastre o grigie; sì tratta di pietre del tipo "roccia costiera“, "isola“, "pozza d'acqua“, "rifugio“ o "cascata“. Spesso la pietra è costituita da argilla e ha una forma irregolare non uniforme, con una superficie scabra, corrosa, rugosa e che porta i segni delle aggressioni da parte degli agenti atmosferici.

g) Pietre di fiume Sajigawa (Sajigawa-ishi):
Provenienti dai fiumi e ruscelli della prefettura di Tottori.

h) Pietre Furuya (Furuya-ishi):
Provenienti dalle montagne della prefettura di Wakayama, sono — pietre- montagna“, — pietre-cascata“ , pietre — ruscello di montagna“ o — roccia costiera“, di colore nero o grigio-nero, dure, costituite da argilla. Sono caratterizzate da profondi intagli, superficie generalmente liscia, vene di minerale bianco che corrono verticalmente lungo la faccia della pietra, e una fascia bianca, o bianco- grigia attorno alla base. Quando la pietra è esposta, è tradizionalmente posizionata in modo che la fascia bianca sia visibile. Allo stato naturale, la maggior parte delle pietre Furuya sono una mescolanza di pietra dura e pietra meno dura. La — vetta“, o le — vette“, sono normalmente sottoterra, mentre la parte che emerge è quella con la fascia bianca. Si rimuove allora la pietra più morbida che si trova tra le vette, per mezzo di piccoli scalpelli o lime, poi si pulisce e lucida la pietra con spazzole metalliche e altri strumenti.

i) Pietre Seigaku (Seigaku-seki):
Rinvenute tra le montagne della prefettura di Shizuoka, presso la foce del fiume Abegawa, spesso rappresentano catene montuose.

l) Pietre Neodani (Neodani-ishi):
Si possono trovare pietre di eccellente qualità, che rappresentano diverse categorie.
I1 luogo d'origine è l‘area di Neodani nella prefettura di Gifu. Hanno disegni a crisantemo e vista la particolare importanza e rarità di queste pietre, tutte le aree di proprietà del demanio che si trovano nella zona di Neodani sono state dichiarate "speciale tesoro nazionale" già dal 1952.

Combinare vari sistemi di classificazione

La maggior parte dei collezionisti giapponesi di suiseki utilizza uno o più dei sistemi di classificazione descritti. Quando tutti e quattro i sistemi sono usati, i termini della classificazione sono spesso elencati secondo l‘ordine qui precisato: prima il luogo d‘origine, poi il disegno della superficie, il colore e la forma. Dopo l'ultimo nome, spesso viene aggiunto un "nome poetico“. Inoltre i Suiseki possono essere chiamate:

BISEKI (letteralmente: pietre belle):
Non si tratta di suiseki in senso stretto, sono esposte insieme ad essi in occasione di mostre. I Biseki sono pietre che sono state intagliate o ripulite per aumentarne la bellezza. I collezionisti giapponesi danno la loro preferenza a pietre che siano state scavate o ripulite per evidenziare un disegno floreale impressovi, oppure per rendere più fosco il colore della pietra.

MEISEKI (letteralmente: pietre famose):
Questo termine è applicato a suiseki o biseki che siano divenuti famosi a causa della propria eccezionale bellezza e delle proprie qualità. Molti mei-seki sono stati tramandati di generazione in generazione per centinaia d‘anni.

YURAISEKI (letteralmente: pietre storiche):
Si tratta di suiseki o biseki che sono stati proprietà di personaggi storici famosi, o che sono associate a importanti fatti storici.

REIHEKI (letteralmente: spirito della rupe ripida):
Pietre cinesi, caratterizzate da linee verticali taglienti, superfici profondamente erose, forme contorte e fori.

49 Felix G. Rivera-Albany-California-U.S.A.
50 Sen XV Soshitsu, Chado, Lo Zen nell‘arte del Tè, op. cit., pag. 79.
51 Guareschi Fausto Taiten, Della pratica e del cuore della Via, Kusen, n°49/50, a cura di K. Choko Salvaderi, Associazione Italiana Zen Soto Shobozan Fudenji, novembre/dicembre 1994.
52 M. Paiman-Presidente della Indonesian Suiseki Association
53 Pasqualotto Giangiorgio, Yohaku, op. cit., pag. 55.
54 Luciana Queirolo-Presidente Club Suiseki Unici di Liguria-Italia.