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Scritto da Gilberto Bettini
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Il bonsai nasce in Cina con l´espressione "peng-jin" tradotta come "pianta coltivata in vaso" o anche "albero in miniatura" nel V secolo. Il bonsai non era solo un albero coltivato in un piccolo vaso, bensì un´arte, uno stile di vita. I maestri Cinesi davano una dimensione divina al bonsai, doveva stimolare le facoltà meditative dell´osservatore attraverso bellezza, armonia e forza. Riproducevano vecchi alberi, sopravvissuti alle avversità naturali con grandi traumi e tracce di sofferenze subite, tronchi segnati dal tempo e sofferenti, ma con una vena di linfa ancora vivace da cui si sviluppava una chioma giovane e vigorosa; essi esprimevano la potente energia vitale che vinceva sulla morte. Nell´undicesimo secolo fu solo praticata dai nobili, mentre dal XVII secolo fu appannaggio di tutti i ceti sociali cinesi. In Giappone si diffuse per opera dei mercanti, prima nell´aristocrazia poi al popolo nel XIX secolo. I giapponesi, ancora oggi un popolo con carattere molto freddo, attribuiscono alla coltivazione del bonsai qualità più umane, di tecniche e capacità intellettive, sino ad interpretarla come dominio dell´uomo sulla natura. I primi bonsai in Europa si hanno in occasione d´esposizioni universali a Londra e Parigi agli inizi del 1900. Oggi la pratica bonsaistica è diventata una vera e propria disciplina artistica da studiare con scuole e maestri professionisti, ma anche una fuga dalla vita quotidiana, spesso lontana dalla natura che è sempre dentro di noi.
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