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Gli innesti rappresentano indubbiamente un capitolo poco conosciuto ed utilizzato nell´arte bonsai.
La loro scarsa fama risulta tuttavia molto spesso non legittima, vista la possibilità che offrono di migliorare le qualità di specie e di conseguenza la resa estetica delle piante che lo subiscono.
L´innesto presenta, oltre all´indubbio valore estetico, anche la possibilità di ringiovanire la ramificazione e soprattutto arretrarla in quelle essenze che non danno nuove gemme dal legno ormai maturo.
Entrando nel generico della trattazione, diremo che l´innesto per poter riuscire necessita di due sole ma importanti priorità:
◊ che le piante in questione abbiano una "parentela comune", ovvero innesteremo pero su melo cotogno, olivo su olivastro, ciliegio su amareno ecc
◊ che si mettano in comunicazione gli strati cambiali delle due piante da mettere in comunione. Lo strato cambiale risulta essere la parte sottostante alla corteccia, solitamente caratterizzata da un colorito giallo-verdastro. Essa è l´unica parte dalla pianta a consentire una saldatura tra due tessuti uguali e contigui.
I modi per mettere in comunicazione due tessuti cambiali di due diverse piante sono diversi per tempistica e modalità d´azione.
Per effettuare un operazione di innesto a gemma, bisogna innanzitutto partire dal prelievo di un rametto di circa 2 anni, dunque appena lignificato, della pianta di cui vorremo ottenere l´essenza (ad esempio l´arancio dolce).
Procederemo quindi all´ottenimento di una gemma dormiente del ramo in questione, attraverso la creazione di 4 tagli praticati al fine di ottenere un rettangolo con al centro la gemma di interesse.
Sollevando la corteccia lì ove tagliato otterremo il distacco della gemma, ovvero la cosiddetta pezza.
Effettueremo a questo punto un taglio a "T" rovesciata nel tronco, o meglio in un ramo da poco lignificato, della pianta da innestare ( ad esempio un arancio amaro).
Il taglio a "T" rovesciata impedisce infatti l´eventuale ingresso di acqua piovana ed il conseguente marciume del tutto.
Dopo aver sollevato i lembi di corteccia della "T" inseriremo la pezza, facendo in modo che il margine inferiore della stessa pezza rimanga a contatto con la parte orizzontale del taglio, in modo da favorire la cicatrizzazione cambiale.
Il tempo ideale per effettuare tale operazione risulta essere quello di maggiore scorrimento della linfa, solitamente corrispondente per gli agrumi alla prima metà di Agosto. Se la corteccia dovesse però risultare troppo attaccata al legno sottostante, rinvieremo l´innesto di qualche settimana.
A questo punto non ci rimarrà che legare il tutto con un comune nastro stando attenti a non stringere troppo per evitare un ritiro linfatico.
Se dopo 2 settimane la gemma sarà ancora verde potremo considerare l´innesto riuscito e tagliare il ramo giusto qualche centimetro sopra la legatura.
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