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Pagina 1 di 2 Limana 1\03\2005
Visto che in questo campo c’è molta confusione ho pensato di comporvi questo articoletto con le spiegazioni passo passo sul rinvaso. Spero sia di vostro gradimento e di facile comprensione. Buona lettura
Rinvaso Il rinvaso è una operazione che facciamo periodicamente a tutte le piante in vaso bonsai compresi. Va fatto con il bonsai in piena salute dato che questa operazione crea sempre dello stress alla pianta e quindi deve essere in forze per poterla superare con tranquillità.
Quando si esegue il rinvaso I periodi ottimali sono genericamente primavera e autunno anche se prediligo e consiglio sempre la prima dato che da me gli inverni sono molto rigidi anticipo a settembre l’operazione in modo di dare al bonsai il tempo di adattarsi al nuovo terreno prima dell’arrivo del vero freddo.
Perché si esegue il rinvaso Generalmente i motivi principali sono:
- Il terreno è troppo compatto (argilloso) come quello dei bonsai commerciali di importazione.
Questo tipo di terreno è valido solo per consentire alla pianta di sopportare il notevole stress del viaggio che avviene in containers frigoriferi e via nave quindi la sua capacità ottima di trattenere l’umidità diventa un difetto quando questo si asciuga dato che compattandosi diventa quasi idrorepellente, avrete notato che l’acqua scivola sul terreno senza penetrarci.
- Con la crescita delle radici il bonsai tende a sollevarsi o per meglio dire è il pane di terra che si alza e i capillari saranno talmente cresciuti da creare un vero e proprio blocco, tanto da arrivare ad inglobare le retine di drenaggio.
- Deperimento del terreno, certe terre inizialmente granulose con il tempo i grani si sfaldano diventando polverosi e così i residui vanno a compattarsi creando dei blocchi che daranno gli stessi problemi di annaffiatura del punto 1.
Questo è il motivo per cui si invita sempre a lavare la pomice ed il lapillo o a setacciare l’akadama eliminando tutte le polveri createsi nel sacco.
- Cattivo drenaggio, cioè non vedete uscire l’acqua dai fori nel fondo del vaso.
Lo svaso: Da questo momento fate in modo di essere all’ombra e riparati dal vento questo per evitare che le radici asciughino in fretta, casomai di tanto in tanto bagnate con dello stimolante o della semplice acqua, queste precauzione sono fondamentali per la riuscita del vostro travaso. Sappiate che i capillari sono la parte più importante per la sopravvivenza della vostra pianta e che un po’ di sole o vento li farebbero seccare in pochi minuti. Prendete un coltello non tagliente, quelli da ristorante vanno benissimo, e separate la terra dal bordo del vaso, fatto questo la pianta dovrebbe uscire con facilità, se avete delle difficoltà inserite un bastoncino non appuntito all’interno del foro di drenaggio sotto il vaso e spingete verso l’esterno il bonsai.
Pulizia delle radici: Usando un bastoncino, tipo bacchette da riso; cercate di eliminare la terra dai lati del pane e sotto, fate attenzione a districare per bene le radici, per meglio dire, fate conto che siete dal parrucchiere, nelle piante da vivaio spessissimo vi capiterà una massa tale di radici che vi renderà questa operazione molto lunga e faticosa. A seconda del motivo del vostro rinvaso e dell’essenza tagliate una parte delle radici esterne, praticamente il bonsai dovrebbe poter rientrare nello stesso vaso senza che le radici girino al suo interno, consiglio di lasciare 1cm libero per la sola terra nelle pareti del vaso. Nel selezionare le radici cercate di districarle per bene, stenderle a raggiera e accorciatele tutte nella misura che vi serve relativamente al futuro vaso, tagliate quelle che sono grosse lasciando solo qualche capillare a monte del taglio affinché la pianta abbia moltissimi capillari e pochissime radici grosse. L’ottimale sarebbe che fossero grosse solo nella zona in vista cioè il piede della pianta (nebari ) e che subito sotto la terra si dividessero in tanti capillari. Ricordate di bagnare le redici di tanto in tanto con uno spruzzino. Considerate sempre la specie del bonsai che state lavorando, resinose e conifere come il carpino nero sono molto pigre e delicate nell’apparato radicale quindi tagliate solo quando avete molti capillari a disposizione.
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