- Regno: Plantae
- Divisione: Magnoliophyta
- Classe: Magnoliopsida
- Ordine: Fagales
- Famiglia: Fagaceae
- Genere: Fagus
 foto di Gianfranco Gonella
Diffuso nei tre continenti dell'emisfero nord, puo raggiungere i 25/35m di altezza. Pianta a foglie alterne e monoica con fiori unisessuati. Ha una chioma molto ramificata e con fitto fogliame.
- Varietà
- Esistono anche altre varietà di faggio, le più comuni sono F.sylvatica var. purpurea con foglie di colore rossastro ( che però in pieno sole a maturazione tendono al verde ) e F.sylvatica var. tricolor ( molto appariscente ) con foglie rossastre bordate ai margini con una linea rosa o bianco-giallastra. queste due cultivar, sopportano meglio i climi più caldi e quindi si possono coltivare anche in terreni pianeggianti.
- Foglie
- Ovali, verde chiaro inizialmente, tendono a scurirsi con la maturazione, misurano tra i 4 e gli 8 cm, leggermente più ridotte nel caso di Fagus Crenata. In inverno le foglie seccano ma rimangono in buona percentuale sull´albero fino a primavera.
 foto di Gianfranco Gonella
- Fiori, frutti e semi
- Il faggio fiorisce verso fine aprile su alberi che hanno raggiunto una certa età, essendo un'essenza monioca i suoi fiori sono unissessiati, quindi si trovano fiori sia maschili che femminili sulla stessa pianta.
Il frutto è costituito da due noci lucide e di forma triangolare, al loro interno vi sono i semi contenuti in un guscio con forma allungata e triangolare. L'epoca per la raccolta dei semi è quando questi sono caduti al suolo verso fine agosto/settembre, i primi a cadere non sono fertili mentre per gli ultimi facilmente possono essere resi inutilizzabili da uccelli e roditori. Per verificarne la fertilità immergerli nell'acqua e eliminare quelli che galleggiano.
 foto di Gianfranco Gonella
- Tronco
- Il tronco ha corteccia liscia grigia, tendente al marrone nelle piante giovani.
 foto di Gianfranco Gonella
- Esposizione
- E' una specie montana e prediligie un clima fresco e umido, non sopporta nessun eccesso, caldo, freddo, umidità, secco, luce, ombra.
Particolarmente nocive le gelate primaverili e le forti insolazioni.
- Rinvaso
- Il faggio radica facilmente anche in prossimità dei tagli alle grosse radici ma è consigliabile proteggere questi con del mastice per evitare marciumi e altre malattie. L'epoca migliore è fine estate o inizio autunno per questa essenza per via della sua facilità di patologie che si diffondono tramite le ferite aperte, in questo modo ha il tempo di iniziare la cicatrizzazione durante la stasi invernale quando gli agenti patogeni sono meno attivi. In alternativa in primavera prima del risveglio vegetativo.
Il terriccio consigliato è composto da 1/3 sabbia di fiume setacciata, 1/3 torba e 1/3 akadama o pomice o lapillo. Il faggio preferisce terreni calcarei, non sopporta terreni fangosi e poco drenanti.
- Potatura
- La potatura di mantenimento puo essere effettuata in autunno o in primavera, la potatura di grossi rami è preferibile evitarla per via degli ingrossamenti poco gradevoli causati dalle cicatrizzazioni. Il faggio tende a formare nuove gemme vicino al callo e vegeta bene anche sul legno vecchio, si possono quindi fare anche potature drastiche in caso di necessità.
- Pinzatura
- Ridurre a 2–3 foglie a fine primavera quando sono presenti 6–8 foglie, accorciare i rami forti e non intervenire su quelli deboli. In esemplari vecchi, per evitare internodi troppo lunghi, si pinza quando dal germoglio viene fuori il secondo paio di foglie. Alla fine dell'estate selezionare le gemme eliminando quelle non utili alla formazione.
- Fertilizzanti
- Da quando si aprono le gemme non concimare per un mese, poi ogni 15 giorni fino a tarda estate, se in settembre si notano una grande quantità di gemme forti, si evita di fertilizzare in autunno.
- Patologie e parassiti
- Larve di coleottero che scavano gallerie nei rami e piccoli vermetti che formano delle bolle verdastre. Utilizzare un insetticida sistemico ed asportare le parti interessate.
- Oidio, utilizzare un fungicida a base di zolfo.
La migliore prevenzione è una buona esposizione. - Cecidomia - le larve del dittero Mikiola fagi Hart. provocano galle piriformi sulle foglie danneggiando le giovani piante utilizzate nei rimboschimenti.
 foto di Gianfranco Gonella
 foto di Gianfranco Gonella
 Foto di www.forestpests.org
 Foto di www.forestpests.org
- Riproduzione
- Margotta − Da effettuare preferibilmente a gennaio/febbraio la margotta a strozzatura, in giugno invece quella a scortecciatura.
- Curiosità
- Il suo legno viene utilizzato come combustibile, in artigianato e in carpenteria. Il carbone di faggio veniva utilizzato in medicina come assorbente delle infezioni intestinali, in botanica come integratore nei composti organici. Dall'olio del frutto se ne ricava un ottimo combustibile per lampade.
La cenere del faggio inoltre è un ottimo concime con valori PK e calcio piuttosto elevati, di seguito il link per saperne di più Cenere di legna
Note: Il maggior vigore è nell'apice dei rami, è bene pinzare i nuovi germogli per equilibrare il vigore. Si pinza quando i nuovi germogli iniziano ad aprirsi.
 Onybonsai
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