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Botanica - Riproduzione
Scritto da Gianfranco Gonella   
Mercoledì 06 Gennaio 2010 01:31

Si parla spesso della stratificazione dei semi ma cos´è, come funziona, a cosa serve? Sto studiando questo argomento e cercherò di passarvi quello che sto imparando sperando che possa servire a capire un pò meglio questo argomento che è poco approfondito nel nostro ambiente.
Cercherò di essere sintetico per non portare l´argomento a noia anche se da dire ce ne sarebbe molto, l´intento di questo articolo è quello di mettere delle basi e non ha la pretesa di voler essere un trattato.

Cominciamo col dire che i semi vengono suddivisi in due categorie di base i semi "ortodossi" e quelli "recalcitranti".
I semi ortodossi sono semi che possono sopportare livelli elevati di essiccazione e possono quindi essere conservati per lunghi periodi che a seconda dei metodi e le temperature di conservazione possono anche arrivare a diversi anni.
Quelli recalcitranti invece perdono vitalità se si supera un certo limite di essiccazione e non possono essere conservati oltre i due o tre anni.
Un esempio di semi recalcitranti sono le ghiande di molte specie di quercia.

I semi ortodossi

Per far breve un lungo discorso i semi ortodossi per poter superare la dormienza dal momento della raccolta necessitano di un periodo di caldo che può durare diverse settimane (tra i 15° e i 25°) prima di un lungo periodo di freddo (tra 0° e –3°) per poter essere pronti alla primavera successiva per la germogliazione.
Se non si vengono a verificare queste due sequenze climatiche la dormienza non viene eliminata.
Ad esempio in natura un seme di faggio o acero campestre è solitamente maturo in autunno quindi a seconda dell´annata il seme potrebbe godere di un periodo più o meno lungo calore a seconda dell´andamento della stagione corrente.
Nel caso di un calo anticipato delle temperature il seme non avrà ricevuto calore per un tempo sufficiente per portare a termine la prima fase e anche se l´inverno presentasse temperature normalmente ottimali la primavera successiva il seme cadrebbe in una dormienza secondaria che si protrarrà fino all´anno successivo se le condizioni si riveleranno più favorevoli.
Artificialmente invece quando si raccolgono i semi ortodossi vi è una procedura da seguire per la conservazione e le tempistiche variano di specie in specie, elenco che io per ora non sono in grado di fornire se non per poche essenze autoctone in quanto non ho ancora trovato una lista esplicativa.

Questa procedura comporta:

  1. la disidratazione del seme, questa si può attuare tenendo i semi in un ambiente con un basso tasso di umidità e con temperatura dai 15° ai 20°, ventilato e non al sole per un periodo che si aggira a un paio di settimane circa.
  2. la conservazione, altrimenti detta pre–trattamento o stratificazione, spiegherò dopo il significato del termine "stratificazione", che comporta il posizionamento in contenitori ermetici per preservare il tasso di umidità contenenti un "mezzo", il mezzo può essere sabbia, vermiculite, torba o perlite dove le temperature dovranno essere come già detto comprese tra 0° e –3°.
    I semi dovranno rimanere conservati in queste condizioni per diversi mesi. Anche qui dipende dalle essenze.
  3. la reidratazione e l´aumento graduale delle temperature.
  4. la semina

Il termine "stratificazione" deriva dal fatto che un tempo si usava fare diversi strati di sabbia e semi nello stesso contenitore mentre ora si è stabilito che non è necessario stratificare, è sufficiente mescolare i semi al mezzo in modo che non siano a contatto tra di loro così da permettere una migliore scambio gassoso e ridurre le possibilità di propagazione di agenti patogeni.

I semi recalcitranti

Questi semi non possono venire disidratati oltre un certo limite perchè perderebbero vitalità quindi quando vengono raccolti li si ripulisce bene da residui del sottobosco che potrebbero facilitare l´attacco di agenti patogeni quali funghi e insetti e vengono conservati senza stratificazione, quindi senza mezzo, in contenitori non ermetici perchè contenendo un più alto tasso di umidità e non essendo dormienti come i semi ortodossi hanno più necessità di areazione per favorire un miglior scambio gassoso dovuto a una respirazione più attiva e a temperature che vanno dai 3° a 5°.
Gli strati di semi in conservazione non devono superare i 20 cm perchè con la respirazione viene alterata la temperatura essendo questi semi non dormienti e potrebbero iniziare la germogliazione con largo anticipo.
La semina avverrà in primavera verso aprile onde evitare gelate tardive che ne comprometterebbero le funzioni vitali.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Gennaio 2010 01:35
 
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