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Scritto da Gilberto Bettini   

Pino marittimo ( Pinus pinaster = P. marittima). E´ il pino delle regioni italiane che presenta foglie più grosse e robuste, rigide, lunghe, abbinate; ha chioma di forma più o meno cilindrica, coni ovato-acuminati, bruno–chiari, lucidi, dentati.
E´ una specie dell´Italia tirrenica. Dal livello del mare sale fino a mille metri.
E´ meno termofilo del pino domestico e del pino d´Aleppo vivendo ancora a minime di –10 – 12 °C.
I suoli su cui vegeta sono molto vari mentre, pur preferendo un pH acido, presenta forme adatte a terreni calcarei e alcalini. Si tratta di pianta eliofila, sociale e colonizzatrice, ad accrescimento rapido. Per un buono sviluppo l´esposizione deve essere in pieno sole.

Pino domestico o da pinoli (Pinus pinea). I suoi aghi sono sempre lunghi e rigidi, ma meno grossi che del precedente. La voluminosa e pesante pigna ovato-conica racchiude semi grossi, privi o quasi d´ala (pinoli). Tipica è la chioma a forma d´ombrello. Cresce di rado oltre gli ottocento metri. Rispetto alla precedente e meno eliofilo e si adatta a vari terreni esclusi quelli troppo umidi; resiste a dosi elevate di calcare soltanto su sabbia. La pianta vive sino a 200–250 anni.

Pino d´Aleppo (Pinus halepensis). Si differenzia facilmente dai precedenti per le sue foglie più brevi, sottili, molli e di colore verde assai più chiaro; la chioma, rada, ha forma spesso irregolare, con rami contorti. E´ il pino più rustico e termofilo, diffuso in tutto il bacino mediterraneo, lungo le coste sino e non oltre i 700-800 metri d´altitudine. E´ esigente in fatto di calore, ma resiste a minimi di –10 °C. Si adatta bene a tutti i terreni, anche aridi e calcarei, rifuggendo soltanto dall´umidità. E´ più xerofilo ed eliofilo dei due pini precedenti e assai resistente alla salsedine e al vento al quale e dovuto il cattivo portamento del fusto. Da giovane cresce in modo molto vigoroso. Data la sua adattabilità a suoli sassosi e calcarei e il potere miglioratore del suo humus, è usato nei rimboschimenti.

Pino silvestre (Pinus sylvestris). Ha foglie verdi-glauche, a coppie, corteccia giovane squamosa e di color arancione, poi suddivisa in placche; la chioma cilindro-conica dapprima, diventa poi più irregolare, ed è sempre piuttosto rada. La sua distribuzione è ora frammentata per il risultato distruttivo delle antiche glaciazioni. In Italia è principalmente sulle Alpi e l'Appennino Ligure. Il suo ambiente preferito è costituito dalle valli asciutte fin sui 1600 metri, pur comparendo a basse altitudini. Si può adattare a qualsiasi terreno, acido, calcareo, morboso e anche a substrati poverissimi. La specie si considera microterma (resiste ai geli e alle forti escursioni di temperatura), xerofila ed eliofila.

Pino nero ( Pinus nigra ssp. Nigricans = P. Austriaca). Ha corteccia grossolanamente scagliosa, grigia, portamento piuttosto tozzo, rami grossi, foglie grosse e lunghe sino a 15 cm, verdi scure, due per fascetto, pigne ovato-coniche piccole. Questa specie è diffusa allo stato spontaneo solo sulle Alpi e Prealpi orientali, da 400 a 1500 metri d´altitudine, in zone a terreno calcareo superficiale e ad elevata piovosità annua ed estiva. Il pino nero vive in zone senza periodo estivo asciutto. Tollera il suolo calcareo, a pH elevato e anche compatto, ma non lo migliora. E´ eliofilo, relativamente termofilo, e resiste a notevoli escursioni termiche. L´avversità più grave è costituita dalla processionaria.

Pino laricio (Pinus nigra ssp. Laricio). Differisce dal precedente per la minore ramosità, il portamento più slanciato, foglie più sottili e alcune differenze della pigna. Si può considerare un pino nero con caratteristiche migliori. Vegeta specialmente nell´area del faggio, da circa 1000–2000 metri come nell´Etna, resiste ad estati con siccità prolungate e su terreni silicei, da subacidi ad acidi, benché si possa adattare in alcuni casi a suoli calcarei.

Pino uncinato (Pinus montana ssp uncinata) e Pino mugo (P. montana ssp. Mughus). Entrambi sottospecie di P. montana sono differenti per il portamento che è eretto nella prima ( diffusa in Italia nelle Alpi occidentali), cespuglioso, prostrato, nella seconda che prevale nelle Alpi orientali. Le foglie raccolte in fasce di due, sono verdi scure e non contorte, erette e compatte attorno al ramo. Non ha particolari esigenze di terriccio adattandosi bene anche a terreni poveri e calcarei. Grazie ad una buona tecnica, il pino mugo offre la possibilità di ridurre la lunghezza degli aghi. Il tronco e i rami devono essere impostati in periodo di riposo vegetativo ed in autunno per non mettere a rischio la vita stessa della pianta. Un eccesso di vegetazione può provocare invasioni di parassiti oltre a confondere la silhouette del bonsai. Soffre del fungo parassita delle radici e va fatto un trattamento preventivo con fungicida sistemico come l´Aliette.

Pino cembro (Pinus cembra). Originario delle Alpi ed Europa centrale, si spinge sino a 2400 metri d´altitudine. Lento nell´accrescimento vive molto allungo. Ha un portamento eretto a piramide, corteccia grigia, screpolata a placche in maturità. Gli aghi, flessibili, riuniti a fascetti di cinque, lunghi da 5 a 8 cm, verde-glauco con due righe chiare. La pinzatura da ottimi risultati per la riduzione degli aghi. Il rinvaso in primavera o fine estate si esegue ogni 4–5 anni, la miscela consigliata può contenere 60% di terriccio universale, 10% di torba e 30% di sabbia.

Pino insigne ( Pinus radiata). Originario della California fu introdotto in Europa a scopi ornamentali e per la sua crescita rapida. Ha una chioma globosa o conico irregolare, può raggiungere altezze di 25–30 metri. Predilige i climi miti–temperati, anche se tollera bene anche il gelo e terreni non troppo compatti, teme il ristagno idrico. E´ una specie eliofila ed è tollerante agli ambienti marini e alla ventosità. La corteccia è color bruno-verdastro, gli aghi riuniti in fascetti di tre colore verde vivo lunghi 8-15 cm. Le pigne ovoidale-allungate colore bruno–castano incurvate da un lato sono lunghe 10–15 cm.

 
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