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Conifere – Classe Coniferae PDF Stampa E-mail
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Chiamate anche Coniferine (Coniferinae) o Coniferofite (Coniferophyta) più ampiamente, sono piante legnose, spesso arboree o anche cespugliose, comunemente chiamate resinose, aghifoglie, sempreverdi meno che pochi generi, spesso longeve.
Il tronco è unico e dritto, con chioma più o meno a piramide, con tendenza negli esemplari vecchi ad appiattirsi in alto per la diminuzione della crescita in lunghezza.
Le foglie, sono aghiformi, squamiformi, lesiniformi o, raramente, a lamina espansa,
non di rado differenti nelle piante giovani e adulte.
Le Conifere o Coniferine, sono in maggioranza monoiche, vale a dire le infiorescenze maschili e femminili, separate, sono portate sullo stesso individuo. Gli sporofilli (infiorescenze) sono in genere amenti, in entrambe i sessi.
L´infiorescenza è una pigna (scientificamente strobilo o cono, donde il nome Conifere), più o meno lignificata; talvolta diventa polposo con apparenza di bacca; in qualche genere compare un arillo carnoso ad avvolgere il seme.
Il legno è omoxilo (privo di trachea, elemento conduttore del tessuto xilematico, adibito al trasporto della linfa ascendente dalle radici alle foglie), sono presenti le tracheiti; queste hanno punteggiature aureolate disposte in file semplici o appaiate (tipo abietoide), oppure in file alterne strettamente stipate ( tipo araucadioide, considerato più arcaico).
Gli anelli annuali sono ben visibili, con buona distinzione tra legno estivo e autunnale nelle specie delle regioni temperate; i raggi midollari invece sono difficili da vedere a occhio nudo; i canali resiniferi, quando presenti, sono grandi e ben evidenti.

Ecologia

Le Conifere sono diffuse su tutti i continenti con generi particolari per ogni clima. Esistono specie come Picea glauca, Pinus sibirica, Abies balsamea, Larix sibirica che resistono a freddi molto intensi e compiono il loro ciclo vitale annuo in periodi brevi, anche di soli 60-90 giorni; altre, in climi caldi, non hanno invece periodi di inattività vegetativa.
Alcune specie (genere juniperus)sono tipiche delle zone substeppiche, con pochissima pioggia annua, elevata insolazione e forti salti di temperatura.
Pinus halepensis, P. Pinaster, P. Pinea sono del nostro clima mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e asciutte.
Le specie tropicali o subtropicali, come Araucaria angustifolia, Pinus elliottii e Pinus taeda, crescono in zone con piogge ben distinte durante l´anno oppure estive, com´è l´Araucaria cunninghamii, Cunninghammia lanceolata, Pinus caribaea, Pinus insularis, Pinus khasya, Pinus merkusii, Pinus oocarpa, Pinus papula, Pinus roxburghii ecc.
La massima altitudine raggiunta da una pianta legnosa nelle Alpi è una conifera arbustiva: juniperus nana, a portamento prostrato, che raggiunge i 3570 metri; Larix decidua raggiunge i 2200 metri e Larix potaninii, nella Cina occidentale, si spinge sino a 4200 metri, una zona naturalmente più vicina all´equatore.

Conifere fossili

I ritrovamenti fossili delle Conifere provano che queste piante, oltre ad essere assai antiche, attraversano oggi un periodo di forte decadenza. Infatti, le circa 500 specie attuali sono poche al confronto delle 20.000 specie del periodo Giura nel quale raggiunsero l´apogeo. In quel tempo remoto, le Pinaceae si diffusero in tutto il mondo. La famiglia estinta delle Voltziacee possedeva i caratteri, fiorali delle Pinaceae e vegetativi delle Araucariaceae.
Dal periodo Trias ci sono arrivati fossili silicizzati del genere Araucarioxylon trovati in Arizona. Dello stesso periodo sono i generi Proaraucaria e Pararaucaria (araucarie primitive) delle foreste pietrificate della Pattagonia.
Durante i grandi cambiamenti climatici, le Conifere, se non riuscirono a migrare, si estinsero su vaste superfici, rimanendo localizzate in zone particolari; questo perché essendo specie antiche non ebbero la capacità di adattarsi alle nuove condizioni d´ambiente.

Utilità delle Conifere

Nelle moderne lavorazioni industriali i legnami teneri delle Conifere, contrapposti a quelli duri delle latifoglie, prendono sempre più importanza. Anche tra le Conifere, si hanno specie a legno tenero e leggero e altre a legno più duro e pesante. Soprattutto nelle resinose a legno duro si differenzia nettamente l´arburno dal durame, di colore più scuro, con peso specifico più elevato e più duro del primo.
Nel gruppo dei soft-pines (pini a legno tenero) sono usati il Pinus poderosa e il Pinus strobus. Tra quelli a legno duro, il vero Pich Pine è Pinus palustris, veramente pregiato, corrispondente al Pich Pine americano in genere poco valutato Pinus rigida.
Gli impieghi del legname delle Conifere sono numerosissimi; esso può essere usato nelle costruzione di edifici, imbarcazioni, ponti, sostegni di gallerie e miniere, traversine ferroviarie, mobili, pavimenti, infissi, rivestimenti interni ed esterni e falegnameria in genere.
Il legno, oltre alle sue caratteristiche di durevolezza, deve essere trattato con impregnanti chimici per difenderlo dall´umidità e dalle alterazioni dovute ai funghi.
Un utilizzo in continua crescita è quella per pasta da carta e cellulosa. A questo fine vengono usate le specie come Abies balsamea, Picea glauca, Picea Rubens, Picea mariana, Larix laricina in Canada e Stati Uniti del nord, Picea abies e Pinus sylvestri nell´Europa centro-settentrionale.
Un prodotto importante proveniente dalle conifere è costituito dalle resine, in Italia vengono estratte dal Pinus pinaster, Pinus pinea, Pinus laricio e i suoi estratti vengono usati dall´industria delle vernici.
Varie specie di conifere danno oli eterei ad azione medicale, come il Pino mugo e il Pino pumilio, balsami per le vie respiratorie; Juniperus communis e Juniperus sabina possiedono bacche ad azione diuretica; il legno del Juniperus oxycedrus fornisce l´olio di Cade che cura le malattie della pelle.
I pinoli usati nell´alimentazione umana provengono dal Pinus pinea, Pinus sibirica, Pinus cambroides. Con i galbuli di Juniperus communis si aromatizza il liquore di gin.

 
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