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Scritto da Vari dal forum
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- MARGOTTA CARAMELLA: Sfagno (si usa lo sfagno perchè trattiene di più l´umidità e sembra che favorisca la radicazione). Mettere lo sfagno a bagno mezz´ora prima in acqua tiepida, perchè si ammorbidisca bene e assorba un buon quantitativo di acqua. Posizionare poi una striscia di sfagno su un pezzo di plastica trasparente, e metterci sopra un pò di ormone radicante, che andrà messo anche lungo la linea di taglio superiore della margotta.
Avvolgere il tutto attorno alla parte scortecciata, stando attenti ad includere qualche centimetro di corteccia nella parte superiore, perché è lì che si formeranno le radici. Successivamente avvolgere il tutto con plastica nera. Sotto la linea di taglio superiore è possibile applicare un disco di plastica rigida, per far sì che le radici si sviluppino orizzontalmente. Sono necessari luce e calore per lo sviluppo delle radici. Irrigazione della caramella: se l´involucro è stato ben chiuso non serve irrigare per un certo periodo, che a seconda del clima va dai 10-15 ai 30 giorni. È bene però, per sicurezza, controllare periodicamente che l´involucro sia a posto e lo sfagno umido.
- KIRYU: Terriccio molto ricco di ferro, usato spesso nelle conifere.
- KANUMA: Terriccio per piante acidofile,
- DECALCIFICARE L´ACQUA: Riempire d´acqua un contenitore e lasciarci per diverse ore immerso un calzino con della torba. Lo stesso calzino è riutilizzabile più volte.
- CARBONE: Usare come filtro per metalli pesanti.
- CONCIMAZIONI: Azoto per far crescere le piante. Più alta è la percentuale di azoto e maggiore è la crescita.
Un alto valore di azoto si usa per le piante giovani in crescita e in primavera. In autunno invece bisogna aumentare fosforo e potassio per preparare meglio la pianta all´inverno (con eccezioni relative alle condizioni e stato della crescita). a. Azoto: crea le cellule nelle foglie. Più ce ne sono più le foglie saranno grandi b. Potassio: consolida le pareti delle cellule, fissa la crescita e limita la traspirazione (maggiore resistenza a malattie e parassiti). Favorisce la lignificazione insieme al fosforo e agli idrocarbonati. In situazioni di carenza si seccano le foglie intorno al bordo esterno. Per le piante da frutto e da fiore si usano invece sempre concimi ricchi di fosforo e potassio. Per le piante verdi e sempreverdi si usano più azoto in primavera e meno in autunno. Per le piante acidofile si usano più microelementi, come boro e ferro. Le piante yamadori non vanno mai concimate nel primo anno. N.B. La pianta carente di microelementi non è in grado di assimilare il concime per via radicale.
- NEBULIZZAZIONI ALLE FOGLIE: Effettuare preferibilmente con acqua demineralizzata, per evitare le antiestetiche macchie da calcare. La presenza di formazioni calcaree sulle foglie limita anche l´assorbimento dei trattamenti per via fogliare.
Evitare acerim querce e tutte le piante soggette ad oidio. Nebulizzare protegge un pò dal ragnetto rosso, che non ama l´umidità, ma farlo preferibilmente di giorno (all´ombra), perché di sera facilita la colonizzazione degli afidi. Le piante aghiformi invece si possono nebulizzare anche sotto il sole, purché però non sia troppo caldo. I ficus vanno invece nebulizzati anche più volte al giorno, perché amano l´umidità.
- POTATURA OLIVO: Si effettua in primavera, al risveglio della pianta. Mai in inverno.
- RINVASO OLMO: Potare sempre la pianta prima di effettuarlo. Ridurre di 1/3 la chioma e di 1/3 le radici.
- SPESSORE DEL FILO: Deve essere pari ad 1/3 dello spessore del ramo da piegare. Se non è sufficiente si può mettere doppio filo.
- LIQUIDO JIN: Per evitare le macchie gialle: bagnare bene con acqua il legno da trattare.
Si può anche diluire per ogni 3 gocce di liquido 1 goccia d´acqua. La prima volta fare 3–4 applicazioni nelle parti secche a distanza di 24 ore una dall´altra. Per il mantenimento passare 2 mani ogni anno, verso maggio–giugno. Per un colorito più naturale si può aggiungere al liquido qualche goccia di inchiostro di china nero o di tempera.
- CONCIMAZIONE MELO: Concimare da settembre in poi con aggiunta di potassio, e riprendere a primavera, fino a fioritura avvenuta.
- LAVORAZIONE JIN NELLE CONIFERE RESINOSE (visto ad Arcobonsai): Il secco si protegge, lega, si piega, e si lavora con il fuoco. Scaldando bene la resina interna e poi lasciandola freddare da piegata, togliendo il filo la pianta resta subito piegata, per effetto della cristallizzazione e quindi indurimento della resina.
- RAMI DA TAGLIARE:
a. rami che si incrociano b. rami che corrono paralleli c. rami che scendono verso il basso d. rami che salgono verso l´alto in verticale e. rami che crescono verso l´interno f. rami che disturbano la visuale del tronco sul fronte principale g. mozziconi di ramo h. rami deformati i. rami a sbarra j. rami soffocati da altri rami k. rami a raggiera l. rami a forma di Y m. rami a semicerchio n. rami a forma di U o. rami a gomito p. grovigli di rami q. rami che crescono direttamente sul fronte.
- POTATURA GINEPRI: Potature di mantenimento si possono effettuare tutto l´anno.
Per potature radicali invece e per piegature forti, evitare l´estate.
- POTATURE PINI: Potatura in autunno. Per grossi tagli e pieghe importanti attendere l´inverno.
- RINVASO PINI: A febbraio
- SEMI DI PINO: Far stratificare in sabbia umida da ottobre a febbraio, in frigo.
Poi tenere 24 ore in ammollo con acqua tiepida, qualche goccia di Previcur e anche di 66F o Sprintene. Seminare in 80% sabbia e 20% T.U.
- AMMENDANTE: Prodotto a base di acidi umidi e fulvici che aiuta le radici a riattivarsi . Si usa anche negli yamadori.
- 66F E SPRINTENE: Fitostimolanti simili, entrambi a base di vitamine del gruppo "B", in fase di attecchimento è meglio il 66F, mentre per la ripresa da stress è meglio lo Sprintene, che si può usare anche dopo un´impostazione o trattamenti con fitofarmaci.
- RINVASO PINI E QUERCE: Non si fa a radici nude, ma va lasciato il terriccio intorno alle radici perchè contiene la micorriza, che con le radici vive in simbiosi.
- PROTEZIONE PIANTE IN ESTATE: Per evitare colpi di calore alle radici, interrare l´intero vaso in un vaso più grande o in un contenitore di polistirolo, riempiendo lo strato intermedio con torba, foglie secche, corteccia di pino o materiali isolanti.
- TERRICCIO PER OLMO: 80% drenante e 20% organico.
- TERRICCIO PER PINI E GINEPRI: 1 parte kiryu, 2 parti akadama, 1 parte torba bruna.
- ATTENZIONI PER IL PRUNUS MUME:
a. tende a scartare i rami con facilità b. il rinvaso è molto delicato c. ridurre le fioriture se esagerate d. molta luce e. mai a secco f. necessità di interventi anticrittogamici preventivi.
- CRESCITA PIANTE DA VIVAIO: Nei primi anni cambiare spesso l´apice, in modo da evitare grosse capitozzature e far acquisire conicità al tronco.
- KETOTSUCHI: Terriccio per bonsai su roccia e su lastra. (Unire keto, akadama e sfagno secco in parti uguali).
Bagnare lo sfagno, strizzarlo bene e mettere i terricci in una bacinella. Poi aggiungere acqua e impastare, fino ad ottenere una pasta omogenea, e con questa preparare delle palline che serviranno per facilitare l´applicazione sulla pianta. Strofinarci poi sopra del muschio secco, pigiandolo leggermente, e irrorare il tutto con lo spruzzino.
- JASMINUM NUDIFLORUM: Produce fiori gialli sui rami nudi in inverno.
a. tenere all´esterno, all´ombra in luglio e agosto b. concimare dopo la fioritura, e da settembre a ottobre c. rinvasare dalla caduta delle foglie fino a febbraio, oppure dopo la fioritura d. potare subito dopo la fioritura.
- POTATURE MIRATE ALLA NASCITA DI NUOVI RAMI: Per fare in modo che germoglino nuovi rami si devono tenere corti e pinzare spesso quelli che ci sono, facendo filtrare così luce nel tronco. Accorciare inoltre la parte alta stimola la pianta a fare nuovi germogli sul tronco.
- CARPINO: Germoglia generosamente sulle ferite dei tagli fatti.
- KUSAMONO E SHITAKUSA: Kusamono sono composizioni create con piante selvatiche che vengono esposte come elementi principali, e hanno lo scopo di dare gioia a chi le osserva, grazie al loro senso estetico.
Quando vengono utilizzate come piantine da compagnia che accompagnano il bonsai o il Suiseki, prendono il nome di Shitakusa. Una delle regole è abbinare la pianta da compagnia in modo che sia compatibile con l´essenza principale (es. felci di bosco si possono abbinare a faggi, noccioli, agrifogli, pini cembri, alcune querce). Deve rappresentare il luogo di origine della pianta. Inoltre deve rappresentare anche la stagione che fa parte del tema che si presenta, ma non deve mai prevalere sul bonsai. È importante l´accostamento cromatico (sia della pianta che del vaso), non deve superare in altezza (è ammessa la singola infiorescenza) la base del tavolino su cui è posizionato il bonsai. Anche i vasi degli shitakusa devono avere delle caratteristiche, ad es. non devono mai essere dello stesso colore o forma del vaso del bonsai che accompagnano.
- MASTICE CICATRIZZANTE: Se non si ha si può usare del vinavil da esterno.
- NOCE: Non cicatrizza, per cui risponde male a potature e pinzature.
- PIZZICARE: Tirar via con le dita i nuovi germogli all´apice.
- FILATURA: Per abbassare un ramo il filo deve passare (girare) dietro il tronco, e partire con la prima spira dall´alto per poi scendere.
Per alzare un ramo è il contrario. Per dare continuità al ramo, come se fosse il prolungamento del tronco, la spira deve passare sopra al ramo, un paio di centimetri sopra l´ascella.
- TERRICCIO OLIVO: Evitare la torba perché ha un PH troppo basso per l´olivo.
- GINEPRO A SCAGLIE ANDATO IN AGO: Se gli aghi non superano il 5% della pianta si possono levare, sennò non vanno toccati e si deve aspettare che tornino a scaglie da soli.
- DEFOGLIAZIONE: Si effettua al massimo ogni due anni, all´inizio dell´estate (giugno), e solo su piante già formate, in ottima salute, e preparate in precedenza con una opportuna concimazione a base di alte dosi di azoto.
Può essere totale o parziale. Se totale vanno lasciate un paio di foglioline per ogni apice, per evitare il ritiro di linfa e la perdita dei rami. Se parziale si taglia soltanto una certa percentuale delle foglie. Si pratica lasciando metà del picciolo, che cadrà da solo seccandosi. Importante tenere la pianta defogliata lontana dai raggi solari e nebulizzarla spesso. Si pratica sulle caducifoglie, ma anche alcune perenni si adattano. Non si defogliano mai le conifere. (N.B. Queste sono soltanto indicazioni molto schematiche e di massima, la defogliazione è un operazione che se si desidera eseguire deve essere meglio conosciuta sia sotto l´aspetto degli effetti che si desiderano ottenere, sia sotto l´aspetto delle tecniche).
- ORMONE RADICANTE: Non si applica dove ci sono già radici, perché brucerebbe i capillari.
- PIANTE APPENA RINVASATE: È utile dare del 66F una volta a settimana per 4 settimane.
- FILATURA ABETE: L´abete non è facile da filare (il filo dovrebbe passare tra un ago e l´altro) e non tollera molto bene le filature, che vanno comunque fatte gradualmente.
- FILATURA: In generale la filatura si può fare quando la pianta ha maturato tutta la sua nuova germogliazione, non prima.
- STRATIFICAZIONE SEMI: Quando i semi sono nel frigo la procedura giusta sarebbe quella di simulare il cambio delle stagioni.
Quindi si dovrebbero mettere nel frigo prima nella parte meno fredda, e aumentare di settimana in settimana fino alla zona più fredda e poi fino al freezer, e poi invertire il procedimento fino a riportarli nella zona meno fredda (nel freezer devono stare una settimana, massimo 10 giorni). N.B. Se si tratta di essenza nordiche il frigo potrebbe non essere sufficiente perché non scende mai sotto lo "0".
- OLIO BIANCO PER COCCINIGLIA: Generalmente non si utilizza in estate (a meno che non si disponga del 4 stagioni).
Se Proprio è indispensabile usarlo si usa una diluizione doppia rispetto a quella normale, e poi si lascia la pianta per qualche giorno all´ombra e riparata da eventuali piogge. Si può mettere anche del Confidor nella nebulizzazione.
- POTATURA FICUS: Per evitare perdite di linfa, mettere dell´acqua fredda sui tagli.
- PIANTE A DOMINANZA APICALE TROPPO RICCHE DI FOGLIAME: È consigliabile una defogliazione parziale per evitare il soffocamento dei rami interni che prendono meno luce.
Si elimina fino al 50% delle foglie, tagliando il picciolo molto vicino alla foglia. Fare questa operazione in due tempi, defogliando prima la parte medio-bassa e dopo una decina di giorni quella medio–alta. Tenere la pianta ombreggiata e fare attenzione alle annaffiature, poichè con meno foglie è richiesta meno acqua. Così facendo si ha meno stress e maggiore risposta nell´arretramento della vegetazione. Nella maggior parte delle essenze meglio ancora dividere in tre zone, sempre partendo dal basso.
- AVVOLGIMENTO FILO PER INGROSSAMENTO DEL TRONCO: Si può usare nei ginepri, ma non nelle caducifoglie.
- USO DEL SINERGON 2000: Si usa per applicazioni fogliari a piante che hanno subito danni alle radici e queste non sono attive.
È azoto organico a prontissimo rilascio. Manca però di fosforo, potassio e microelementi.
- AZALEE:Per acidificare il terriccio: 1 cucchiaio di aceto in 1 dl. d´acqua ogni 10 giorni.
Si pota dopo la fioritura. A fine fioritura se non si pota il ramo che portava il fiore, l´azalea continua ad allungare senza gemmare indietro. Se invece si elimina completamente il ciuffo di foglie in apice al ramo, l´azalea gemmerà indietro con vigore. In linea di massima rinvasi e potature hanno tempistiche ben definite a seconda degli obiettivi prefissati: a. Il rinvaso si fa in primavera se la pianta è in formazione, a discapito della fioritura; se invece si vuole godere della fioritura rinvasare dopo. b. Se si pota in autunno il risultato sarà una mancata fioritura l´anno successivo (come se si rinvasasse in primavera) perchè le gemme da fiore si formano tra giugno e luglio, e si attivano durante l´inverno, per essere poi pronte a fiorire verso maggio dell´anno dopo. Stessa identica cosa per la potatura. Quando si pota si asportano inevitabilmente tutte le foglie (e gemme da fiore se si pota in primavera o autunno) visto che queste si trovano solo ed esclusivamente agli apici dei rami, quindi la defogliazione è automatica. Bisogna però stare molto attenti quando si pota che siano presenti almeno 2⁄3 delle gemme sul rametto che andranno preservate, altrimenti si perde il ramo. Per far si che si formino le gemme bisogna pinzare i germogli che crescono intorno al fiore durante la fioritura, così la pianta genera delle gemme arretrate; quando la fioritura sarà finita vi saranno delle gemme pronte sul fusticino e quindi si può procedere alla potatura. N.B. Se non sono visibili nuove gemme sul ramo da potare, si taglia solo il germoglio apicale e si lasciano le ultime foglie finché non cominceranno a formare nuove gemme più arretrate. Quando questo avverrà si potrà potare nuovamente lasciando l´ultimo germoglio già aperto. Composto per azalee: 70% kanuma, 20% torba bionda, 10% sabbia. Per le annaffiature usare acqua decantata.
- GLICINE: Dopo la fioritura immergere il vaso in acqua fino a settembre, lasciando qualche centimetro di terra fuori dall´acqua.
- RADICI SU ROCCIA: In occasione del rinvaso si avvolgono le radici attorno ad una roccia e si fissano con rafia o cordini o nastro da carrozziere per farle aderire alla roccia e restare in quella posizione (il lavoro è più semplice su pianta giovane per la duttilità dell´apparato radicale). Si interra quindi il tutto in vaso stretto e profondo, coprendo bene la roccia e le radici.
Col passare del tempo poi si rimuove gradualmente un pò di terra alla volta, così le radici tenderanno ad affondare invece di restare in superficie. Questo lavoro andrà ripetuto ogni anno per almeno 3–4 anni, selezionando ogni volta le radici da lasciare, rifasciando tutto e interrando nuovamente, e sempre scoprendo pian piano un pò di terra alla volta (proteggere le radici che vengono scoperte se ancora delicate). Quando infine si sarà ottenuto l´affetto voluto e le radici si saranno ben conformate alla roccia, si potrà mettere in vaso basso e piatto tipo vassoio o lastra.
- GEMME ASCELLARI: (o germogli) Sono quelli che spuntano dalla partenza dei rami o dalle loro biforcazioni. Altra zona molto forte è dove ci sono le cicatrici dei nostri tagli.
- MYCOBACTER DP E MYCOSAT F: Sono prodotti che contengono micorrize. Il secondo è più adatto per le conifere; il primo è meglio come ammendante, più generico, ed estensibile alle latifoglie.
- CORTECCIA DI PINO: Acidifica il terreno, quindi usare solo su acidofile e altre piante che gradiscono terreni acidi (es. aceri, larici, ecc.).
Non usare su piante che prediligono un terriccio alcalino (es. olivi).
- PINZATURA GINEPRI: Si fa con le dita e non con le forbici.
- ACERO: SVILUPPO RAMIFICAZIONI: L´acero sviluppa nuove ramificazioni solo negli internodi, e non forma nuove gemme sul punto di taglio.
Per cui se si taglia un rametto lasciando un moncone senza un internodo, il moncone subirà un ritiro di linfa e si seccherà. Quando è il momento della potatura si taglia il ramo lasciando un paio di internodi e un monconcino dell´internodo successivo, che verrà poi rimosso quando si seccherà, per evitare ritiri di linfa nella parte di ramo che ci interessa mantenere. Dagli internodi lasciati si formeranno nuove ramificazioni secondarie. Se ha anche solo una coppia di foglie dall´ascella, da queste partiranno nuovi germogli, quindi rami. Nella potatura quindi bisogna lasciar crescere fino a quando si ottiene la dimensione voluta del ramo, e poi si pota lasciando degli internodi dove vogliamo che si formino nuove ramificazioni. La pinzatura si effettua di solito solo dopo che il ramo primario è stato formato, e la si fa appena sul germoglio sono distinguibili le foglie, se ne lasciano due foglie e si toglie il germoglio centrale, questo per cercare di contenere la lunghezza degli internodi delle ramificazioni secondarie e terziarie. Si otterrà così una ramificazione più fitta e ben formata.
- TRATTAMENTO DEL COLPO DI CALORE: A provocarlo non è solo il sole diretto, ma è sufficiente anche una condizione particolarmente calda se non adeguatamente affrontata.
Anche il surriscaldamento del vaso può essere un rischio. Rimuovere anzitutto tutte le foglie secche, lasciandone, se possibile, qualcuna delle migliori agli apici dei rami per evitare ritiri di linfa. Mettere la pianta all´ombra in luogo fresco, riducendo le annaffiature e al contrario nebulizzando anche più volte al giorno la parte aerea. Una volta a settimana, per 4 settimane, usare un fitostimolante, tipo 66F o Sprintene. Se il colpo di calore è stato molto forte si può anche imbustare la pianta in plastica trasparente, facendo in modo che non tocchi i rami e lasciando dei fori per l´areazione e per nebulizzare. Quando la pianta da segni di ripresa si aumentano e allargano i fori, fino ad eliminare la busta. Uno dei rischi del colpo di calore è la morte di alcune radici, che possono poi marcire e provocare danni anche gravi alla pianta. È utile quindi dopo qualche giorno estrarre il pane radicale e verificare che non vi siano radici annerite, mosce o puzzolenti, nel qual caso vanno eliminate e la pianta va trattata con antimarciume a base di fosetil alluminio o propamocarb. Attenzione al tipo di pianta, evitare di trattare quelle che convivono con la micorriza con il fosetil alluminio, usare in tal caso invece il propamocarb.
- PREVENZIONE DEL COLPO DI CALORE: La prima cautela è quella di conoscere le esigenze di esposizione della pianta, poiché alcune essenza tollerano il sole meno di altre.
In linea generale comunque nel periodo estivo più caldo quasi tutti i bonsai vanno protetti all´ombra, o almeno esposti al sole soltanto nelle ore meno calde della giornata, per cui la mattina fino alle 11 e il pomeriggio dopo le 17. Altra cautela è quella di proteggere il vaso, e questo può essere fatto in più maniere, ad es. inserendo il vaso del bonsai in altro vaso più grande e coprendo di terra, oppure proteggendolo all´interno di un contenitore di polistirolo isolato con foglie secche o altri materiali isolanti (questi sistemi servono a proteggere la pianta e le radici in particolare anche dalle gelate), o più semplicemente e per l´emergenza, avvolgendo il vaso con della carta stagnola argentata, che riflette il calore.
- PERIODO MIGLIORE PEL ALCUNE TALEE: L´olivo in estate. Il rosmarino tutto l´anno, ma è meglio in estate. Il pino e la quercia si riproducono difficilmente per talea.
Raccolta appunti di Paprikadolce
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